Gondrand
Cronaca
VIA CIGNA

La Gondrand ritorna dormitorio a due mesi dall’ultimo sgombero

I disperati scavalcano il muretto di cinta

Un ragazzo, con zainetto al seguito e felpa scura, si solleva con la forza delle braccia e supera il muretto che divide i locali della ex Gondrand dalla strada. Un’immagine simbolo, una delle tante scattate in queste ultime due settimane dai cittadini che – armati di cellulare – immortalano ogni movimento sospetto tra via Lauro Rossi e via Cigna. Un ritorno di fiamma per la vecchia fabbrica che senza cantieri continua ad essere l’attrazione principale dei disperati di zona Barriera. «Ma quel ragazzo non è l’unico» osserva una signora, dal balcone di casa sua. Basta aspettare una manciata di minuti, infatti, per vedere arrivare altri due individui: un uomo e una donna. Si sollevano sulle punta delle dita dei piedi, guardano oltre il muretto. E passerà poco tempo, prima che decidano di varcare la “soglia”. «Ordinaria amministrazione» continua la donna. Approfittando di temperature, non così rigide, il via vai dei disperati sembra farsi giorno dopo giorno sempre più intenso.

L’ultimo blitz

Diciotto persone fermate, di cui sei stranieri. E la bonifica di un terreno antistante l’ex fabbrica, ridotto ai livelli di una giungla. Sono passati oltre due mesi dal maxi blitz della polizia nell’ex Gondrand di via Cigna. Una fabbrica, all’angolo con via Lauro Rossi, abbandonata dal 2017 e oggetto delle attenzioni di cittadini, comitati e forze politiche. Un intervento che doveva aprire le porte ad altri cantieri di riqualificazione, purtroppo mai partiti. E così, come era logico aspettarsi, il degrado è tornata a farla da padrone. Contagiando anche i locali delle vicinanze, a cominciare da quelli delle ferrovie.

«Abbattetela»

Sull’emergenza occupazioni sono state presentate numerose denunce, alcune delle quali a firma del capogruppo di Fdi Verangela Marino. La richiesta è sempre la stessa: il pugno duro contro le occupazioni. Un caso preoccupante anche secondo il presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto. «Bisogna che il Comune favorisca l’iter di compravendita – spiega Lomanto -, al fine di abbattere la struttura del più breve tempo possibile. Questo, infatti, è l’unico modo possibile per risolvere definitivamente il problema».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo