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SETTIMO TORINESE

La giunta ha approvato il progetto. Riapre la passerella chiusa nel 2018

Per la fine dei lavori bisognerà aspettare la primavera

Ieri la giunta ha approvato il progetto esecutivo per i lavori di ristrutturazione della passerella di via Brofferio. La struttura è chiusa dal maggio 2018. Si tratta dell’ultimo passaggio di un procedimento che nei prossimi mesi tornerà a rendere agibile l’infrastruttura e quindi restituirà un collegamento che i cittadini attendono da oltre un anno. Un’attesa motivata dalla necessità che arrivasse l’approvazione del progetto da parte di Rfi, proprietaria dell’infrastruttura la cui manutenzione è però affidata al Comune. Il via libera della società, assieme a una serie di osservazioni poi recepite nel progetto, è arrivato pochi giorni fa, consentendo l’imminente apertura del cantiere. Il progetto, che ammonta a 242mila euro, prevede la sostituzione delle parti ammalorate della passerella e il consolidamento dei solai sia nella parte orizzontale che sulle rampe. Sono inoltre previste la sostituzione di alcune reti di protezione laterali con pannelli ciechi, la verifica e la sostituzione dei bulloni di sostegno, il completamento di trattamenti anti-corrosivi della struttura, il ripristino della pavimentazione antiscivolo in gomma e il rifacimento dell’illuminazione. I lavori dovrebbero partire non appena le condizioni atmosferiche lo consentiranno, la previsione è di riaprire la passerella in primavera. «Il nostro impegno, assunto in campagna elettorale, di sbloccare prima possibile la chiusura della passerella è stato mantenuto – commenta la sindaca di Settimo, Elena Piastra -. È stato il primo dossier a cui mi sono dedicata, il giorno stesso del mio insediamento, e siamo soddisfatti di poter finalmente restituire ai settimesi un’opera fondamentale. Non nego che avremmo voluto fare ancora più in fretta, ma purtroppo parte dell’opposizione, invece di approcciarsi con spirito collaborativo, ha preferito fare ostruzionismo minacciando esposti e presentando interpellanze e accessi agli atti senz’altro legittimi ma poco costruttivi. Un atteggiamento che non ha giovato ai nostri uffici, distogliendo energie che si sarebbero potute dedicare alla riapertura della passerella. Dicevano che non si poteva fare, l’abbiamo fatto».

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