ArancioneScuro
Il Borghese

La girandola dei colori

Scusate, ma ormai mi sono convinto che siamo al centro di una specie di circo a tre piste. Ieri titolavamo, ovviamente, che Torino era rossa, a dispetto di mezzo Piemonte, oggi ci accorgiamo che è arancione: già perché i dati dei contagi sono scesi in questi giorni e, in ogni caso, anche quando eravamo in rosso lo eravamo di poco. Evidentemente, oltre ai semafori, dal Codice della strada abbiamo mutuato anche le tolleranze degli autovelox.

Faccio fatica di più a capire perché prima ci volessero parecchi giorni in una certa situazione per cambiare stato, mentre adesso basta meno (anche se bisogna dire che ora gli indicatori sono molti di più e la questione non è più semplice matematica). Ma consoliamoci, a qualcuno è andata peggio: la Sardegna che festeggiava la zona bianca, in meno di tre settimane è passata in arancione e rosso saltando il giallo.

Buone notizie, quindi. Anche se l’alternanza di indicazioni non aiuta a comprendere. Non l’ha fatto con il casino intollerabile su AstraZeneca, non l’ha fatto con le direttive sulle priorità vaccinali (Draghi se la prende con quegli stessi che il suo, non di altri, decreto aveva autorizzato a vaccinare, il generale Figliuolo adegua il piano ma intanto migliaia di persone perdono il turno e bisognerà ricalendarizzare) e non lo fa certo la confusione sulle diverse voci all’interno del governo.

Il resto lo fa la frenesia di anticipare ogni possibile notizia, tra web e social, l’ansia da prestazione di politici ed esperti che devono commentare. E meno male che era stato garantito che non ci sarebbero più state comunicazioni all’ultimo momento… Il cittadino, sempre più sbigottito, assiste.

fossati@cronacaqui.it

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