spacciatori barriera milano
Cronaca
I COMMENTI

La gente del quartiere, non c’è più speranza: «Tutto è come prima»

Paura e rassegnazione

La politica appare distratta, ancora una volta. E i controlli effettuati dalla polizia nel quartiere Barriera di Milano non suscitano chissà quale plauso, come, del resto, nessuno sembra manifestare indignazione per le “facili scarcerazioni”. È intervenuto solo il presidente della Circoscrizione Sei con un post affidato a Facebook: «Voglio esprimere gratitudine alla polizia – scrive Valerio Lomanto – per l’importante sforzo profuso. La lotta per la legalità che stiamo affrontando è una dura lotta, piena di sacrifici, ma anche soddisfazioni». A questo commento si è aggiunto, in serata, quello di Maurizio Marrone di Fdl che auspica «tolleranza zero contro le mafie africane». Diversa è la musica, invece, tra chi in Barriera di Milano ci vive o ci lavora: «Qui non si può più rimanere – tuona il signor Giovanni -, tra spacciatori, ladri e rapinatori il quartiere è diventato un campo di battaglia. Pensi che qualche giorno fa ero andato alle Poste qui vicino e avevo venti euro in mano. Era giorno, c’era gente, ma non ho avuto neppure il tempo per riporre la banconota nel portafoglio che due stranieri mi si sono avvicinati e me l’hanno strappata». Gabriele è giovane e racconta: «È da poco tempo che abito in questo quartiere. A me personalmente non è mai accaduto nulla perché io esco la mattina, torno a pranzo, poi vado di nuovo a lavorare e rincaso la sera tardi. Ma questo mi è stato sufficiente per capire dove vivo e qual è il clima che si respira in questa zona. Appena potrò, mi trasferirò altrove». La signora Elena appare rassegnata: «La situazione è sempre la stessa, da anni a questa parte. Devo dire, però, che la polizia e i carabinieri si vedono spesso. Pattugliano il quartiere, ma ci vorrebbe un esercito per evitare spaccio di droga, furti e rapine. Insomma, sembra non esserci una soluzione e me la faccio andare bene così». Infine il signor Nicola aggiunge: «Ho pensato più volte di andarmene via, di trasferirmi in un altro quartiere. Ma ormai io e mia moglie abbiamo un’età, la casa l’abbiamo acquistata anni fa e non ce la sentiamo più di affrontare un trasferimento».

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