marco masini
Musica
TEATRO COLOSSEO

«La gente canta in mascherina con gli occhi colmi di felicità»

Marco Masini domani in concerto per i suoi trent’anni di carriera

Sapore di tutto esaurito domani sera al Teatro Colosseo di Torino quando sul palco salirà (finalmente) Marco Masini per festeggiare i suoi trent’anni di carriera. Celebrazioni che avvengono in ritardo di due anni a causa del Covid, ovviamente, e che seguono il successo dell’album “Masini +1 30th Anniversary” del 2020 entrato in un batter d’occhio nella “Top 5” della classifica dei dischi più venduti della settimana Top of the music fimi/gfk Italia. L’Italia ha voglia di cantare e oggi ancora di più. Quindi gola al caldo, in via Madama è tutto pronto per un concerto “karaoke” sulle note di “T’innamorerai”, “Bella stronza”, “Ci vorrebbe il mare”, “L’uomo volante”, “Raccontami di te” o, ancora, “Spostato di un secondo”. Uno spettacolo che ha incantato l’Arena di Verona lo scorso settembre dove l’artista toscano ha ufficialmente festeggiato i suoi trent’anni e che adesso sta coinvolgendo i teatri di tutta Italia.

Marco, i torinesi hanno voglia di cantare con lei…
«Sì, domani sera potremo cantare insieme anche se la mascherina limita molto, me ne rendo conto dal palco…».

Ci spieghi.
«Io sono completamente isolato da tutti i rumori esterni, sento solo la mia musica ma grazie ai microfoni puntati verso il pubblico in dissolvenza, sul finire dei brani, sento la gente che canta. Con la mascherina il suono è decisamente più scuro, più ovattato, inoltre, le persone fanno più fatica. Però, nei loro occhi posso vedere molta felicità, una luce che neanche la mascherina può nascondere».

Il lockdown non dev’essere stato facile per un animale da palcoscenico come lei, cosa significa tornare live?
«Mi aiuta da un punto di vista psicologico, perché il nostro è un lavoro che ha bisogno di stimoli, passare da un divano a un tavolo del salotto non ti aiuta ad avere voglia di scrivere. E’ mancato l’entusiasmo per buttare giù su un foglio qualcosa, il morale si abbassa, perdi creatività. Ricominciare e incontrare la gente ti dà sensazione di lento e progressivo ritorno a una vita normale. Ora non è il momento di programmare, di cominciare a ipotizzare un certo tipo di lavoro a livello discografico. Scrivo molto, in questo periodo ho scritto per Giusy Ferreri e ho scritto il brano vincente dello Zecchino d’Oro».

Tornando a domani, i torinesi bramano, quale sarà la scaletta?
«Canteremo tutto, le cose più popolari, da “Ci vorrebbe il mare” a “Vaffanculo”, fotografie di cose più intime che i fan stretti conoscono. Credo di essere riuscito a coniugare bene la mia musica passata con quella presente. E’ stato un po’ come prendere un vinile e digitalizzarlo».

Se dovesse riassumere i suoi trent’anni di carriera in una frase?
«Sono stati trent’anni di crescita e cambiamento, meravigliosi anche nelle difficoltà perché proprio attraverso di esse ho scoperto il piacere della vita. Tutte le carriere vivono di alti e di bassi, se cogli l’occasione e pensi a quel momento come a un allenamento per rafforzare i muscoli del tuo coraggio, poi, puoi risalire».

Seguirà Sanremo?
«Sì, lo seguo perché credo che sia interessante sotto tutti gli aspetti, mi piace ascoltare la musica, Amadeus ha fatto un bel lavoro. Sono curioso di ascoltare due come Massimo Ranieri e Gianni Morandi, ma anche le novità ».

Masini e Torino.
«Voglio bene a Torino e al Torino, con la mia Fiorentina siamo gemellati. E’ una città meravigliosa, ho molti amici musicisti come Luca Vicini, Luca Scarpa, e tanti giocatori che sono cresciuti con me, anche juventini perché, si sa, l’amicizia non ha bandiere».

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