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Cronaca
IL FATTO

La gelata devasta i raccolti. Gravi danni per kiwi e pesche

Bruciato il 50% delle coltivazioni. Il Piemonte chiede lo stato di calamità

L’ondata di gelo, con minime che hanno stabilito nuovi record di freddo per aprile, ha devastato vigneti, frutteti e altre coltivazioni del Piemonte. «Un vero disastro», dicono, dopo i primi sopralluoghi, le organizzazioni agricole. «I futuri raccolti del Piemonte sono stati messi a serio rischio da una “terribile gelata”». Lo sottolinea Marco Protopapa, assessore ad Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte che chiederà il riconoscimento dello stato di calamità naturale. «Questo grave evento non ha risparmiato nessuna zona della regione mettendo a rischio un’economia già compromessa da questo lungo periodo pandemico e dalle recenti alluvioni», dice Protopapa.

I danni
In alcune zone albicocche e kiwi non avranno alcun raccolto, perso il 90% per le pesche, 70-80% per le mele, il 50% nei vigneti a Nebbiolo di Alba; gravi danni anche per l’Erbaluce e i vitigni del Canavese, in provincia di Torino, per i pregiati asparagi di Santena e Poirino; timori anche per grano e coltivazioni orticole. Le correnti gelide hanno impedito addirittura il funzionamento dei sistemi anti-brina e in alcuni casi, come nel Cuneese, gli agricoltori sono ricorsi all’accensione di fuochi tra i filari. Bloccata anche la produzione del foraggio maggengo e nei pascoli di montagna. Inoltre pomodori, zucchine e peperoni sono compromessi nel centro nord Italia ma anche le piante ornamentali hanno sofferto per le gelate notturne con photinie, evonimi, allori ed altre piante che in Toscana avevano già vegetato vedono compromessa la loro bellezza, e vendibilità, a causa delle basse temperatura che danneggiano le loro foglie. Coldiretti precisa inoltre che «oltre a frutta e verdura sono a rischio le coltivazioni più precoci di mais, che potrebbero dover essere riseminate ma fuori dal riposo invernale e, pertanto, più sensibili al gelo, ci sono anche la vite e l’ulivo».

Le viti
Danni fino all’80% per Brachetto, Moscato e Barbera: queste le conseguenze dell’ondata di gelo che ha colpito i vigneti nelle parti più basse delle colline di Acqui Terme e Casale Monferrato, in provincia di Alessandria. Lo comunica Coldiretti, che parla di “shock termico”. «Dopo le alte temperature dei giorni scorsi che hanno favorito il risveglio della vegetazione – dice il presidente della federazione di Alessandria, Roberto Rampazzo – le piante sono state sottoposte a un terribile shock con effetti sulle produzioni». Nel Tortonese problemi alle piante da frutto, che hanno risentito dell’abbassamento delle temperature; in particolare pesco, albicocco e ciliegio

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