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25 MARZO 421

La fuga dagli invasori barbari: nasce Venezia, la Serenissima

La migrazione nella laguna veneta per sfuggire ai Goti e agli Unni

Buon compleanno, Venezia. Il 25 marzo 421, secondo la tradizione, veniva fondato il primo insediamento che generò la futura Repubblica Serenissima. Data vera o leggendaria? Va da sé che non erano anni facili, e che per quest’epoca bisogna essere assai prudenti. Erano gli ultimi anni dell’agonizzante impero romano. Per intenderci: pochi anni prima, nel 410, era stata saccheggiata Roma, la capitale culturale del mondo antico, da un manipolo di barbari comandati da Alarico. Ormai, l’impero romano era alla mercé dei barbari e chi poteva fuggiva. Già, ma dove? Alcuni, sulla cima dei monti – così nacque, ad esempio, la Repubblica di San Marino – altri nella laguna veneta. Così, nel Chronicon Altinate dell’XI secolo (manoscritto raro tra i più antichi sulla storia della città) si tramandò la data del 25 marzo quale “compleanno” della dominatrice dell’Adriatico. Venezia ha costituito un caso particolare nella storia del nostro paese.

A metà tra l’Italia e l’Oriente, tra la terra e il mare, Venezia ha costituito un unicum territoriale e storico di lunghissima data: la Repubblica di Venezia durò dal 697 al 1797, per 1100 anni. Per durata, fu appena seconda soltanto allo Stato Pontificio, che governò la parte mediana della penisola dal 756 al1870. Ma a ben vedere entrambi gli stati durarono molto più di quanto le date possano dirci. Di certo, la Repubblica di Venezia andò a costituire una vera e propria nazione, con uno spirito patrio che è ancora oggi evidente nel popolo veneto. Per secoli, la Serenissima Repubblica fu una specie di Svizzera del passato: ricca e prosperosa, non per i conti in banca quanto per la floridità del suo commercio. La morte di Venezia fu determinata dagli equilibri politici imposti da Napoleone in Europa a seguito della conquista dell’Italia avvenuta nel 1797. Il Veneto passò all’Austria – suscitando le ire di patrioti come Ugo Foscolo – e la Repubblica di Venezia cessò di esistere, lasciando un vuoto geopolitico non indifferente. Mancò, sulla mappa geografica del continente, una nazione che facesse da trampolino con l’Oriente e che avesse il suo baricentro nell’Adriatico. Anzi: possiamo forse azzardare che tutta la crisi dei Balcani e della sponda orientale dell’Adriatico non si sarebbe verificata se Venezia avesse continuato ad esistere.

Venezia, stato multietnico e multilinguistico, aveva sotto il suo dominio tutta la Dalmazia (attuale Croazia costiera), parte del Montenegro e dell’Albania; a seconda delle epoche storiche, Venezia dominò anche parte della Grecia, e le isole di Creta e di Cipro. Ovunque, sulla costa, c’erano delle città che replicavano il modello urbanistico della capitale; diverso, dunque, dal modello genovese, basato sulla proliferazione delle sedi bancarie in tutta Europa. Possiamo dire che quello di Venezia fu il primo sistema paese, in cui gli interessi dello Stato combaciavano perfettamente con gli interessi dei privati: Venezia lasciava libertà di iniziativa, ma chiedeva un rispetto assoluto delle regole e una tutela del know-how della Serenissima.

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