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Cronaca
IL CASO

La Fondazione di promozione sociale: «Consentite l’abbraccio agli anziani»

Lettera inviata al presidente della Regione Piemonte per riaprire le visite nelle Rsa: «Basta ostacoli»

In Italia si contano più di 7.400 residenze per anziani: mentre l’Italia riapre, le Rsa rimangono blindate, nonostante la totalità degli ospiti e degli operatori sanitari siano stati vaccinati, almeno in Piemonte. Chiuse anche le strutture residenziali e diurne per le persone con disabilità, dove la campagna di vaccinazione sta procedendo spedita. «Il Garante per le persone private della libertà personale (sì, da un anno è lui ad occuparsi dei malati nelle Rsa, di fatto persone detenute!) ha inviato un pressante invito alla Regione Piemonte a garantire visite in presenza nelle Rsa» scrivono dalla Fondazione di promozione sociale. «Il perdurare di situazioni di isolamento protratti per anziani e disabili ospiti delle residenze – si legge nella lettera indirizzata dal Garante Mauro Palma al presidente Alberto Cirio – non trova ragione di essere e quindi configurerebbe una compressione de facto della libertà del cittadino». Videochiamate e stanze degli abbracci, con contatti e parole costretti dietro veli di plastica o divisori di plexiglass, non sono sufficienti. Degrado delle funzioni linguistiche, decadimento di quelle mentali e motorie, tutte molto difficili da recuperare: si calcola che le forme di demenza siano peggiorate nel 60 per cento dei casi. Depressione, ansia, inappetenza, disturbi del sonno: ormai quello degli ospiti delle Rsa è un problema di sanità pubblica e come tale va affrontato. «Dall’inizio della pandemia, ho visto mia mamma solo in ospedale, grazie alla sensibilità del personale che ha capito la situazione. Un’angoscia che non auguro a nessuno. Fortunatamente ora sta bene, è sopravvissuta anche al Covid, ma nella sua condizione solo il contatto umano potrebbe portarle conforto» raccolta Alberto, che ha ricoverato sua mamma in struttura 5 anni fa. «Bisogna consentire incontri in presenza vera, abbracci veri senza ostacoli. La vaccinazione degli ospiti delle Rsa ormai lo consente e non è più accettabile che questo non avvenga», sostiene Andrea Ciattaglia della Fondazione promozione sociale. Serve – e proprio questa è la richiesta alla Regione Piemonte – un protocollo chiaro.

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