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Cronaca
IL CASO

La folle notte di attacchi del piromane: in fiamme due cascine e un’azienda

Tre raid tra Poirino e Riva di Chieri. I proprietari disperati: «Non sappiamo come faremo a rialzarci»

Prima ha dato fuoco alle balle di fieno di una cascina, poi ha fatto 500 metri e si è ripetuto in un’altra azienda agricola. Infine ha colpito a 2 chilometri di distanza, facendo inghiottire dal fuoco la Europlastic.

C’è sicuramente la mano di un piromane dietro i tre incendi divampati ieri notte al confine tra Poirino e Riva presso Chieri. Qualcuche alle 2 di ieri notte ha distrutto tre aziende: «Non so come faremo a rialzarci» si sfoga Roberto Guarini, titolare dell’azienda di componenti plastiche. Disperati anche i due allevatori colpiti, che hanno perso tutto il fieno preparato per le loro mucche.

Le fiamme erano già alte quando i residenti hanno sentito gli animali muggire e hanno visto cosa stava succedendo. In pochi minuti sono arrivati i pompieri di Chieri e Riva, seguiti dai colleghi di mezza provincia: si sono messi all’opera nell’azienda agricola di Francesco Tamagnone, in borgata Madonna della Rovere a Riva. Poi hanno visto il fumo che si alzava da Cascina Lomello, a meno di 500 metri ma già in territorio di Poirino. Infine hanno dovuto correre all’Europlastic, nella vicina area industriale di frazione Masio.

«Per fortuna i vigili rivesi hanno un collettore che permette di collegarsi alle bocchette d’irrigazione nei campi – ringrazia Pierangelo Ferrero, titolare della cascina poirinese – Altrimenti sarebbe finita peggio». Il grande lavoro dei pompieri, degli stessi allevatori e degli agricoltori vicini però non è bastato: sono bruciati macchinari, attrezzature, rotoballe, materiale plastico e parte delle strutture. Infatti i sindaci Angelita Mollo e Lodovico Gillio hanno dichiarato l’inagibilità dei tre siti.

Sulle cause indagano i carabinieri della compagnia di Chieri. E’ accertato che qualcuno abbia dato fuoco a tutto. Ma restano tante domande: ha usato qualcosa per accelerare la combustione? E’ scappato o è rimasto a guardare la sua opera? Lo ha fatto solo per “divertirsi” o aveva un obiettivo preciso?

Qualche risposta potrebbe arrivare dalle telecamere: «Io non so cosa possa passare nella testa di questa gente – stringe i pugni Guarini, in lacrime mentre guarda ciò che resta della sua azienda – Sarà dura ripartire per me e i miei due colleghi. Non siamo neanche assicurati».

Per l’Europlastic preoccupano anche le conseguenze ambientali, visto che l’azienda recuperava tappi di plastica: i tecnici dell’Arpa hanno effettuato dei rilievi per verificare la presenza di sostanze tossiche nell’aria.

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