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LA CHIAMATA

La Figc chiede ai pm gli atti dell’inchiesta. Ma Agnelli rassicura: «La Juve è serena»

La Federazione valuterà le intercettazioni e forse aprirà un nuovo filone

Il procuratore federale della Figc, Giuseppe Chinè ha chiesto alla procura di Torino di conoscere gli atti nuovi dell’inchiesta sulla Juve, che coinvolge 16 indagati, a partire dal presidente, Andrea Agnelli. I vertici della Federazione hanno contattato il procuratore aggiunto Marco Gianoglio, che coordina l’indagine svolta dai pm Mario Bendoni e Ciro Santoriello, dopo avere saputo dell’avviso di chiusura indagini. Tra gli atti richiesti da Roma a Torino, le intercettazioni di conversazioni, ambientali e telefoniche, e i contenuti delle chat di WhatsApp, che hanno contribuito a creare la mole di elementi di prova (secondo l’accusa) che i magistrati hanno usato per chiedere sequestri e misure interdittive (oltre che cautelari) al gip.

«Solo in presenza di atti nuovi e ritenuti decisivi per la revisione della decisione definitiva pronunciata dalla Corte di appello federale a sezioni Unite – si dice nella Figc – il procuratore federale potrebbe decidere di impugnare per revocazione la sentenza sportiva». In sostanza, una volta che la giustizia sportiva avrà letto gli atti della procura, avrà gli elementi per valutare e chiedere la revoca della sentenza della Corte d’appello relativa alle contestazioni sulle plusvalenze e per l’apertura ipotetica di un nuovo fascicolo, incentrato sulle scritture private tra calciatori e manager della Juve: i famosi accordi descritti nelle «manovre stipendi».

Ma la Juve è «serena». Lo ha detto ieri Andrea Agnelli in persona, convocando alla Continassa tutti i dipendenti della società, per chiarire la situazione, spiegare la posizione del club e rassicurarli. Un discorso, quello del presidente della Juve, volto a rasserenare gli animi dopo la chiusura delle indagini preliminari della procura che ipotizza i reati di falso bilancio, false comunicazioni al mercato, aggiotaggio informativo. Tra i 16 indagati rientra anche la società Juventus come persona giuridica. Il discorso di Agnelli è avvenuto alla presenza dei legali bianconeri, che hanno spiegato quali sono le contestazioni mosse dagli inquirenti e perché la Juventus è, appunto, «serena». C’era anche Massimiliano Allegri, insieme a tutti gli allenatori e i dirigenti delle squadre del settore giovanile.

Uno dei punti di forza, che per ora avrebbe la società dal punto di vista legale, hanno spiegato gli avvocati, è la decisione del gip Ludovico Morello, che ha rigettato, lo scorso 12 ottobre, con un’ordinanza, la richiesta della procura di arrestare ai domiciliari Agnelli, Fabio Paratici (oggi al Tottenham) e l’ex legale Juve Cesare Gabasio. Il rigetto è motivato dal fatto che, secondo il giudice, dal 2021 gli indagati avrebbero smesso di “giocare” con le plusvalenze, mentre nella fase preliminare le regole del meccanismo, adottate da tutte le grandi squadre, non sarebbero state così chiare.

Inoltre, ha spiegato il gip, non ci sarebbero stati i rischi di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio da parte degli indagati, perché erano tutti a conoscenza del fatto che vi era un’indagine in corso nei loro confronti. I legali della Juve hanno depositato varie memorie in queste settimane per spiegare le loro posizioni. Agnelli ieri ha chiarito che la società avrebbe sempre agito «nel rispetto delle norme».

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