la donna del bosco
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THRILLER PARANORMALE

La donna sepolta nel bosco e le forze del male in arrivo. Ma Charlie Parker è a caccia

Il ritorno del detective di John Connolly

Il corpo di una donna viene ritrovato sepolto in un bosco: nessun indizio sulla sua identità, solo la certezza che, prima di morire, abbia partorito. Quasi contemporaneamente, un bambino di quattro anni comincia a ricevere chiamate che solo lui può sentire su un piccolo telefono giocattolo. Di chi è quella voce femminile sempre sospesa tra tenerezza e rabbia? Perché chiede sempre «quando verrai a trovarmi?».

Il detective Charlie Parker non lo sa ancora, mentre assiste più o meno contrariato (o divertito?) al tentativo del suo amico Louis di calmare il dolore facendo saltare in aria un pick up adorno di bandiere sudiste che hanno visto davanti a un pub. Perché Louis, killer misterioso e “guardiano” delle follie di Parker, è preoccupato come non mai, perduto, per la malattia del suo compagno Angel. Ma quel gesto, così nelle corde di Louis, avrà conseguenze imprevedibili, nel momento stesso in cui Parker sarà coinvolto nel caso, per cercare di dare un nome alla ragazza sepolta. Cercando di anticipare anche le mosse di un misterioso quanto letale avvocato inglese di nome Quayle, accompagnato dalla mortale Pallida Mors: i due segneranno di sangue la strada della ricerca, perché la ragazza morta aveva con sé qualcosa di prezioso, che forze oscure cercano da tempo immemorabile.

Con “La donna nel bosco” (Timecrime, 20 euro) torna un John Connolly in grandissima forma. Dal suo rifugio affacciato sulla palude nel Maine Charlie Parker torna a combattere una battaglia che va oltre l’indagine, ancora una volta accompagnato dall’ombra di Jennifer, la sua figlia morta, orribilmente uccisa anni fa, che è il suo contatto tra questo mondo e un altro.

Il paranormale in Connolly è sempre qualcosa più di un espediente narrativo o di un inserimento delle storie in una narrativa di genere. A fronte di migliaia di racconti e thriller dove il male e i crimini più efferati sembrano attingere all’irrazionale malvagità, qui la malvagità è “vera”, la ferocia autentica eppure mossa, non certo giustifica, dalla rispondenza a regole che non sono di questo mondo, a piani tracciati in epoche remote. Gli uomini interagiscono con esseri che all’umanità hanno rinunciato, con entità che sono traghettatori o guardiani o cacciatori. E Parker, carico del suo passato tormentato, del desiderio di portare giustizia, di una rabbia feroce e violenta che mai si è davvero placata, è l’uomo sospeso tra questi mondi, probabilmente incaricato di una giustizia che deve essere prima di tutto equilibrio.

In una tensione che non viene stemperata, anzi semmai sottolineata, da una grande ironia, Connolly ci trascina nelle notti e nelle nebbie, nell’azione e nei segreti. Facendoci affacciare sull’orrore delle violenze sulle donne e sui misconosciuti percorsi, come nella “ferrovia sotterranea” che faceva fuggire gli schiavi all’epoca della guerra di secessione, di uomini e donne che aiutano le persone a nascondersi, a salvarsi, anche a costo di pagare un prezzo terribilmente alto. Ma non sarà Parker a «dare un nome» all’entità che vuole pace e giustizia. Il detective, però, è in caccia: e né Quayle, né i Finanziatori, né altre entità potranno evitarlo.

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