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Volontariato
IL PROGETTO

«La docuserie su Giorgio Amendola per formare i cittadini del futuro»

La Fondazione con sede a Barriera di Milano racconta la storia dello scrittore e politico via Web

Raccontare la grande storia con un linguaggio fruibile anche ai giovani, tracciare la biografia di Giorgio Amendola – partigiano, scrittore e politico italiano tra le personalità più influenti della storia italiana del XX secolo – con una miniserie documentaristica che mescola illustrazione, motion design, voce, musica e suono.

È quanto stanno realizzando Fondazione Giorgio Amendola e Arret Film, con una miniserie di quattro puntate creata dal regista Davide Mela con la supervisione dello storico Giovanni Cerchia e di Prospero e Domenico Cerabona, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione. Sono già disponibili su YouTube le prime due puntate, che raccontano la formazione di Giorgio Amendola, nato a Roma nel 1907: figlio dell’antifascista liberale Giovanni Amendola e dell’intellettuale lituana Eva Kuhn, dopo l’uccisione del padre da parte dei fascisti si iscrive al Partito comunista e trascorre tutta la sua giovinezza tra clandestinità, esilio e confino. È uscita in questi giorni la terza puntata, che racconta l’impegno nella Resistenza, con incarichi rilevanti prima nel Cln romano e poi, dopo la liberazione della Capitale, in quello torinese, fino all’armistizio dell’8 settembre 1943.

Bisognerà aspettare fino a settembre per il quarto e ultimo episodio, dedicato alla lotta armata, alla liberazione di Torino e poi all’impegno nella politica italiana del dopoguerra, come deputato e dirigente del Pci. «La docuserie su Giorgio Amendola – interviene Domenico Cerabona – è un approfondimento sulla figura cui è ispirata la nostra Fondazione e, nel contempo, un contribuito alla crescita intellettuale e morale delle nuove generazioni. Con questa e altre iniziative che portiamo avanti nella nostra sede, ben radicata nel quartiere di Barriera di Milano, vogliamo sviluppare il pensiero critico, la capacità di analisi e la consapevolezza sull’importanza dei propri e altrui diritti, concorrendo alla crescita armoniosa e responsabile dei cittadini di domani. Obiettivi ambiziosi ma necessari, che ben si sposano con l’anelito di conoscenza, libertà e indipendenza di Giorgio Amendola».

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