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EDITORIALE DEL GIORNO

La disdetta delle disdette

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Su restrizioni e aperture il governo è stretto in una morsa fra aperturisti e attendisti, ognuno coi suoi numeri. Il popolo dei non garantiti è letteralmente alla canna del gas, ma il virus non demorde, leggo che avremo una media di 300 morti al giorno fino almeno a metà luglio, sempre che l’effetto delle timide aperture in corso non faccia di nuovo schizzare i decessi verso l’alto. Non resta che vaccinare a tutta birra, ma anche lì si sente dire che i vaccini che ci fanno sono stati studiati per il virus del 2020, mentre ora ci sono le varianti, contro le quali forse non funzionano. Ecco perché capisco Draghi e il suo Generale, che non sanno decidersi neanche sull’assurdo coprifuoco delle 22. Prendono tempo, ma intanto c’è chi chiude, forse per sempre. Uno dei settori più colpiti è quello degli organizzatori di matrimoni, scesi in piazza l’altro ieri in tutta Italia. C’è una galassia di piccole aziende che vive di nozze, cresime e prime comunioni. Sarti, boutiques, orafi, confettieri, regalistica, banchettistica, catering, locations, fotografi, nolo auto, agenzie viaggi, organizzatori di fiere specialistiche. Questi ultimi, poi, sono fermi da due stagioni. L’anno scorso molti fidanzati avevano rinviato a malincuore, ma quest’anno di fronte all’impossibilità di vedersi garantito il sognato banchetto hanno deciso di sposarsi lo stesso e festeggiare in casa fra pochi intimi. C’erano molte prenotazioni, per questa stagione: tutte disdette. Per chi organizza fiere sulle nozze è lavoro perso per sempre. Resta solo la nuova moda delle “nozze di conferma”: anziani coniugi che in vecchiaia si “risposano” in chiesa e rifesteggiano con un banchetto. Saranno loro a salvare il settore?

collino@cronacaqui.it

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