discarica torrazza
Cronaca
TORRAZZA

«La discarica non si amplia»: stop da Città metropolitana

Ancora bocciato il progetto di una nuova vasca all’interno dell’impianto

Dopo lo “stop” dello scorso anno, gli uffici della Città metropolitana di Torino si sono nuovamente espressi negativamente rispetto al progetto di realizzazione di una nuova vasca all’interno dell’impianto della discarica di Torrazza Piemonte.

Il Tar era intervenuto a favore di una riapertura del procedimento avviato dall’azienda, La Torrazza srl, proprietaria dell’impianto situato nel territorio del comune del chivassese, per la realizzazione di una nuova vasca che sarebbe andata ad aggiungersi a quelle già presenti all’interno dell’area di circa 210mila metri quadri, attiva dal 1981, dove si svolgono attività di smaltimento di rifiuti non pericolosi e pericolosi compresi quelli contenenti amianto.

L’ultima “espansione” del sito è degli anni ‘90 quando la società aveva avviato le procedure per la realizzazione della cella 8, una vasca con una previsione di volumetria iniziale di ben 700mila metri cubi, ma nel 1996 il ministero dell’Ambiente era intervenuto ridimensionando il progetto e dimezzando la volumetria a 350mila metri cubi, oltre ad esplicitare che quello sarebbe stato l’ultimo intervento possibile all’interno del sito inserito in un contesto territoriale caratterizzato da un notevole carico ambientale.

Con il passare degli anni si è assistito alla realizzazione di nuove aree residenziali situate a sud della discarica, ad una distanza di circa 300 metri dalla nuova vasca, una situazione decisamente meno cautelativa anche rispetto alle valutazioni di rischio effettuate dal Ministero. «Abbiamo ribadito, sulla base di elementi tecnici, la nostra contrarietà all’intervento nella discarica di Torrazza – hanno commentato il vicesindaco metropolitano Marco Marocco e la consigliera con delega all’Ambiente Barbara Azzarà – mettendo al primo posto la salute dei cittadini anche in considerazione alla situazione particolare di quella parte di territorio».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo