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I due episodi

La denuncia dell’Osapp: “Un’evasione e un tentativo di strangolamento nel carcere di Torino”

Un 27enne, in carcere per furti, ha fatto perdere le proprie tracce. Agente di polizia penitenziaria aggredito da detenuta

Un’evasione e un tentativo di strangolamento ai danni di un agente di polizia penitenziaria nel carcere di Torino. Lo denuncia l’Osapp, Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, per voce del segretario generale Leo Beneduci. Venerdì scorso, in particolare, un detenuto nomade di 27 anni ristretto nel carcere di Torino per furti e ammesso al lavoro Art. esterno (21 O.P.) non è rientrato in carcere facendo perdere le proprie tracce e rendendosi quindi responsabile di evasione. Lo stesso detenuto lavorava come manutentore aree verdi in un comune limitrofo. Lo stesso, aveva ancora due anni di pena da espiare.

Invece nel primo pomeriggio di ieri, 15 luglio, una detenuta straniera affetta da problemi psichiatrici all’atto di una comunicazione, per futili motivi, ha tentato di strangolare un assistente capo coordinatore della Polizia penitenziaria che solo grazie alla prontezza è riuscito a liberarsi dalla presa della detenuta, evitando così il peggio ma riportando escoriazioni varie. Il poliziotto, che si è recato al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria di Torino per le necessarie cure, è stato dimesso con sette giorni.

“Si tratta solo dell’ultimo, in ordine di tempo, episodio di violenza ai danni di personale di polizia penitenziaria, che ormai subisce persino l’ira irriguardosa e non giustificata dei detenuti”, denuncia Beneduci. “L’episodio, non isolato, si connota di ancor più gravità per il clima di violenza cui si assiste e, che compromette la sicurezza e la tutela del principio stesso di giustizia. Non possiamo che richiamare il rispetto di ciascuna figura operante all’interno del carcere e pretendere, arrivati a questo punto, che l’Amministrazione Penitenziaria periferica e centrale prenda formale consapevolezza di episodi che ormai rischiano di caratterizzare gli ambienti delle carceri italiane e, si adoperi con assoluta urgenza per la tutela di tutto il personale penitenziario”.

“Lo stesso personale che si è sempre contraddistinto per la professionalità e il senso assoluto del dovere e, che subisce episodi di violenza non più tollerabili e che rischiano di esasperare le condizioni di vivibilità e di lavoro. La sensazione – conclude Beneduci – è che l’Amministrazione Centrale non sia in grado di fornire supporto, sostegno e tutela dinanzi al compiersi e, ormai reiterarsi, di atti di violenza”.

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