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Cronaca
IL RITORNO

La De Tomaso cinese scende in pista, gli ex operai: «E’ un colpo al cuore»

Presentata la nuova P72 da 750mila euro: di italiano c’è soltanto più il marchio

La De Tomaso è tornata. Lo storico marchio campeggia di nuovo sulla livrea fiammante di una supercar. E ci sarebbe da festeggiare, stappando una bottiglia di spumante. Ma il vino sarebbe l’unica cosa italiana, la festa si trasformerebbe in una triste carrellata di ricordi e di occasioni perse. Di promesse non mantenute e scandali. E di tragedie umane. Perché nel sogno della rinascita di quel nome reso celebre da Alejandro, qui a Grugliasco, avevano creduto in molti. A partire da mille operai che alla fine si sono ritrovati senza niente. Senza lavoro e con poche speranze, aggrappati a quegli ammortizzatori sociali che a un certo punto finiscono. In molti abbastanza giovani per trovare un nuovo impiego, ma troppo vecchi per le imprese. Cassintegrati, poi disoccupati. E «scioccati», dice per tutti Vincenzo Romeo, che ha 63 anni e alla De Tomaso ha lavorato per 22, ora che hanno visto quel bolide rilanciato da alcuni siti Internet di settore.

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