smog
Il Borghese

La danza della pioggia

Ci rimane la danza della pioggia. Rito antico, risultati non garantiti, purtroppo, visto che gli sciamani non hanno un recapito.

Neppure su Google. Già, perché se non piove c’è il rischio che il blocco dei diesel vecchiotti (Euro3 ed Euro4) continui all’infinito.

O almeno fino a primavera inoltrata quando, quasi per incanto, dopo che si spengono termosifoni, stufe e camini, cadono i divieti. Come ogni anno o quasi da quando ho memoria. Vale a dire dal tempo in cui la qualità dell’aria ha vinto la sua prima battaglia in quella che è stata la capitale dell’auto.

Nel frattempo, in attesa che fioriscano i ciliegi dobbiamo porci il problema di come garantire un habitat accettabile ma anche la circolazione di persone e merci sul territorio. Visto che ieri, pur con il blocco di circa 160mila tra vetture, furgoni e camioncini, i risultati sono stati scarsini, per non dire quasi impalpabili. Intanto il traffico a quanto ci risulta è stato ridotto di appena il dieci per cento, in linea – se ricordo bene – con i risultati della circolazione a targhe alterne di vetusta memoria.

Una soluzione adottabile? Per qualcuno potrebbe esserlo, ma credo che la valutazione sia soltanto di merito, ossia un pannicello caldo per evitare discriminazioni tra chi viaggia con l’auto nuova e chi invece si fa piacere, per passione e soprattutto per necessità, ciò che ha acquistato in tempi migliori.

Piuttosto mi pare sensata la corrente di pensiero che suggerisce, per uscire dall’emergenza, l’adozione di incentivi per la rottamazione (il problema smog non riguarda solo Torino) dei vecchi diesel, con offerte ragionevoli per l’acquisto di vetture nuove. Sono certo che qualcuno ci avrà pensato (immagino le case automobilistiche) scomodando ministri e sottosegretari. Nel frattempo che rimane a noi semplici cittadini?

Magari chiedere all’amministrazione comunale e a Gtt di azzerare il costo dei biglietti dei mezzi pubblici nei giorni del blocco e garantire corse più rapide e puntuali, magari con quei bus nuovi di cui abbiamo letto sulle cronache di questi giorni.

Intanto si registra la protesta dei commercianti che ricevono la merce in ritardo o non la ricevono proprio perché i padroncini temono sanzioni o peggio.

Per concludere: siamo prigionieri in casa o in ufficio, agli arresti domiciliari dalle 8 alle 19. E cerchiamo soluzioni. Incentivi, bus gratis o danza della pioggia, poco importa.

beppe.fossati@cronacaqui.it

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo