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Il Borghese

La danza della pioggia

Oggi si potrebbe accendere il semaforo rosso. Che in soldoni vuol dire il blocco per oltre un milione di automezzi, privati e commerciali. Fino all’Euro 5. Il che significa lasciare fermi tutti i mezzi a quattro ruote immatricolati fino al 2013. Un buon ottanta per cento del parco circolante che, va detto, non gode di un censimento aggiornatissimo. Lo prescrive il protocollo antismog in vigore nella nostra regione oltre che in Lombardia, Veneto e Emilia Romagna, quando scocca il decimo sforamento consecutivo dei limiti delle Pm10, le cosiddette polveri sottili. Peccato che sia sempre e solo l’automobile a pagare prezzo mentre degli impianti di riscaldamento civili e industriali (di cui si leggono gli effetti nocivi solo sulle relazioni scientifiche) nessuno sembra preoccuparsi. In realtà, senza voler trascurare il rischio inquinamento a Torino e in Piemonte, lo stop ad oltre un milione di veicoli rischia di mettere in crisi un sistema che si muove praticamente solo su gomma. Dalla provincia e, soprattutto, dalla montagna. Per i pendolari, per le imprese e per il commercio di cui l’Accordo di bacino padano non sembra nutrire interesse, come se vivessimo in un Paese in cui i treni locali e il servizio pubblico funzionano davvero. In realtà si fa demagogia scaricando un’emergenza sull’altra senza prendere provvedimenti che siano risolutivi. Un vizio antico dal quale non è immune nessuna forza politica, salvo che nei proclami in campagna elettorale, puntualmente dimenticati. Difficile attendersi soluzioni, dunque, se non arrivano dal cielo. Resta da capire fino a quando la danza della pioggia potrà essere l’unica risposta senza mettere carponi un territorio che già vive in ginocchio.

fossati@cronacaqui.it

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