La danza della pioggia

(foto di repertorio)

Mi posano una fotografia sul tavolo della redazione. E’ un’istantanea di un pezzo di Torino avvolto dalla nebbia. Per l’esattezza corso Vercelli, visto da piazza Rebaudengo. E quella nebbia non è altro che smog. La testimonianza tangibile di un cittadino che, insieme a molti altri, lancia l’ennesimo allarme sui fumi tossici che inquinano da Rebaudengo alla Barriera Milano da oltre una decina di anni. Una vergogna che fa scattare la rabbia di chi abita in zona e che da qualche giorno è pure costretto ad andare a piedi o ad accalcarsi sul “51” per via del blocco dei veicoli diesel. Compresi gli Euro 5 che proprio carcasse non sono. Vista la situazione con i nostri occhi (e pure con il naso) c’è da chiedersi fino a quando durerà questo schifo che si genera sia con i roghi tossici del campo zingari di via Germagnano e sia con le stufe, non certo catalitiche, dove chi abita le baracche brucia qualunque cosa, compresi gli scarti che qualche malfattore scarica lì, tanto per farli sparire. Parlare di smog, in questa situazione, è una burla. E dover ammettere, proprio dalle pagine del nostro giornale, che l’unica soluzione trovata dal Comune negli ultimi due anni è stata quella di abbattere qualche baracca è sconsolante. Segno, purtroppo di una disattenzione verso le periferie assoggettate al disprezzo e alla rapacità di chi ha occupato i campi, che non ha giustificazioni. Come, d’altra parte, non c’è raziocinio nel blocco incondizionato del traffico, chiudendo gli occhi sui fumi tossici, ma anche sui vecchi impianti di riscaldamento, compresi quelli a legno e carbone. Serve una svolta politica. O, in alternativa, una bella danza della pioggia.

fossati@cronacaqui.it

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