immagine
Il Borghese

Quando la cronaca insegna

Maria Rosa Grillo è una mamma con il pallino della criminologia. Si è laureata in Giurisprudenza e immaginate un po’ su che cosa ha fatto la tesi? Su Paolo Stroppiana, il filatelico – lo dico per i più distratti – che è stato condannato per l’assassinio di Marina Di Modica, una giovane donna che pare abbia commesso, se così si può dire, nella sua ordinatissima vita due leggerezze: accettare un invito a cena e svelare la sua passione per i francobolli. Maria Rosa, a quanto è dato di sapere, si è appassionata a questo giallo che rimane tale dopo vent’anni, leggendo un libro di Giovanni Falconieri, il giornalista di CronacaQui da Palazzo di Giustizia che su Stroppiana forse ne sa quanto i magistrati. Il libro aveva un titolo che suonava un po’ come uno sfottò: “Il filatelico che ride”. Ma Maria Rosa quelle pagine le ha lette con un’attenzione certosina e poi è passata all’attacco quando il suo professore, nel consigliarle i temi per la tesi, le suggerì proprio questa storiaccia torinese a metà tra i salotti buoni, la cultura e quel noir che calza a pennello con lo Stroppiana, uomo affascinante ma con un passato di bombarolo di destra appassionato d’armi. Ma soprattutto un mentitore, come si legge nel libro, un ragno capace di costruire la tela di falsità che alla fine lo ha avvolto. Un mentitore, come disse un magistrato, ancora prima di essere un imputato. Capita assai di rado che un libro inchiesta finisca per innescare una tesi di laurea capace di andare oltre le indagini, le carte processuali o lo stesso racconto. Perché Maria Rosa non si è limitata, come molti studenti fanno, ad esporre dei dati, ma ha dato spazio alla propria convinzione di colpevolezza. Per Paolo Stroppiana, che già vede profilarsi la semi libertà, anticamera dell’oblio, questa è forse una condanna ancora più forte. E non solo perché arriva da una donna, ma perché il giudizio deriva da un esame minuzioso di elementi di cronaca, atti giudiziari e profili psicologici dei personaggi coinvolti. L’ordinata e bella Marina, il bugiardo, l’assenza crudele di una tomba su cui piangere, il torbido ambiente in cui lui sguazzava con abilità. Per noi questa tesi è una laurea in giornalismo. Lo è per Giovanni, che ha il pregio di leggere le carte e di valutarle anche come uomo. Lo è per Maria Rosa che, ove occorra, riceve da noi una grande plauso. In fondo la cronaca onesta serve anche a far riflettere la nostra società.

beppe.fossati@cronacaqui.it

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Giubileo - Casa funeraria
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo