Mirafiori (Depositphotos)
Il Borghese

La crisi disegna foschi scenari

Il rischio, tutt’altro che campato in aria, di 80mila licenziamenti alla fine di marzo, data in cui potrebbe finire il blocco dei licenziamenti, semina il terrore in Piemonte e in particolare a Torino. Una raffica di provvedimenti che potrebbe non risparmiare nessuno dei comparti produttivi, del commercio, dell’artigianato, dell’accoglienza. Un anno di Covid, pur con parentesi che hanno finito per rendere più feroce la diffusione del virus ha già seminato vittime illustri tra le imprese e piccole botteghe.

Un migliaio le chiusure registrate dalla Camera di Commercio, a cui corrispondono oltre 30mila soppressioni di contratti di precariato. In tutto mentre la cassa integrazione è esplosa: da 1,9 milioni di ore concesse in Piemonte nel dicembre 2019 si è arrivati a ) 19 milioni nel dicembre 2020, come mettono nero su bianco i conti con cui l’Inps che ha lanciato un vero e proprio segnale di allarme anche a livello nazionale. Insomma se Torino piange, l’Italia non sorride. Ma qui, nella ex capitale industriale del Paese le preoccupazioni si accavallano e finiscono per rendere ancora più complesso comprendere il futuro del comparto auto, camion e furgoni.

Preoccupano le decisioni di Stellantis che deve varare il piano industriale entro la primavera – piano che necessariamente investe i nostri stabilimenti, Mirafiori in testa – preoccupa la vendita ai cinesi dell’Iveco, mentre i sussurri sull’appetibilità di Comau, gioiello delle macchine utensili, fa immaginare scenari assai oscuri. Lo scenario disegna una grande emergenza che impone una assunzione di responsabilità della politica.

Dalle istituzioni piemontesi, ai nostri parlamentari, fino al governo che fino ad ora non ha messo in campo un progetto credibile sui sostegni alle imprese e latita sul fronte di un impegno diretto nell’azionariato delle aziende strategiche. Da Stellantis all’Iveco, tanto per restare sul nostro territorio. I francesi insegnano un orgoglio nazionale che, a casa nostra, sembra essersi smarrito.

fossati@cronacaqui.it

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo