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IL CASO

La crisi colpisce il Torino: tutti i dipendenti in cassa

Intanto Cairo ha promesso ai calciatori di pagare marzo prima del via

Il Toro mette in cassa integrazione tutti i dipendenti, tranne i calciatori. L’accordo è stato firmato alla fine della scorsa settimana e riguarda tutti, dallo staff tecnico ai preparatori, fino all’ultimo addetto della scuola calcio. La società di Cairo ha chiesto la cassa integrazione dal 1° maggio fino al 3 luglio 202. Storie di effetti post-coronavirus.

VERSO LA RIPRESA

Il momento, in casa granata, è decisamente delicato. Da una parte ci sono gli effetti economici del Covid 19, dall’altra c’è la ripresa del campionato che si avvicina. Per questo il presidente Cairo – tormentato dallo spettro retrocessione, tra i più accaniti oppositori nei mesi scorsi della ripresa del campionato – ha deciso nell’ultimo periodo di sostenere la squadra con la sua ripetuta presenza al Filadelfia. Squadra alla quale l’editore ha promesso che pagherà marzo prima del ritorno in campo. Non è stato così, invece, per gli altri dipendenti della società granata. Per loro da via dell’Arcivescovado sono dovuti ricorrere agli ammortizzatori sociali.

CASSA INTEGRAZIONE

Cassa integrazione per tutti i dipendenti, compresi quelli del vivaio. La conferma è arrivata attraverso un comunicato diramato ieri dalla Cigl: «Gli addetti coinvolti saranno quelli con contratto di prestazione sportiva con un compenso lordo annuo compreso tra i 7.500 e i 50mila euro, per un massimo di 42 addetti. In questo periodo saranno preservati i livelli occupazionali, salvo i contratti a naturale scadenza, e sarà garantita la maturazione della liquidazione laddove previsto. Gli importi spettanti saranno erogati direttamente dall’Inps. In un momento di estrema difficoltà vissuto da tutto il Paese i lavoratori della Società Torino F.C. e le loro famiglie si sono ritrovate smarrite e prive di salari per mesi, in una situazione di totale incertezza e priva di prospettive. Quando ci è stato segnalato questo stato di stallo abbiamo contattato la Società per affrontare insieme un percorso che, anche tramite gli ammortizzatori sociali, ha permesso di fornire strumenti e mezzi per risolvere la situazione emergenziale».

FONDAZIONE FILADELFIA

Mentre la squadra continua la preparazione in vista del ritorno in campo post-coronavirus sabato contro il Parma, ieri si è riunito il consiglio di amministrazione della Fondazione Filadelfia. Il Toro è impegnato anche nella partita per il completamento dello stadio. Alla riunione ha partecipato il direttore tecnico Davide Vagnati, che ha ribadito l’auspicio della società perché il Lotto 2 – quello che comprende sale relax e area ristorazione – si possa realizzare in tempi brevi, a maggior ragione dopo aver vissuto una situazione complicata come quella dell’emergenza sanitaria. Servono 700mila euro per realizzarlo e soprattutto più due anni di tempo: prezzi e tempi che si potrebbero accorciare nel caso di un intervento diretto da parte della società. Solo così si potrebbe dare il via ai lavori.

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