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LA STORIA

La cremagliera dell’ingegner Agudio, un prodigio della meccanica italiana

Fu inaugurata il 27 aprile 1884. Per andare da una sponda all’altra del Po, invece, serviva un traghetto

L’area alla confluenza tra i fiumi Po e Stura di Lanzo è stata per secoli considerata troppo remota e lontana dalla città per essere vista come facente davvero parte di Torino. Le mappe antiche non la prendevano nemmeno in considerazione. Un elemento le rendeva parte integrante della capitale sabauda: da qui partiva la strada che conduceva a Superga. Ma – beninteso – la strada prima della basilica non c’era: fu costruita perché, in questo modo, era più facile trasportare il materiale edile al grandioso cantiere voluto da re Vittorio Amedeo II per celebrare la vittoria della battaglia di Torino del 1706. Ecco che, alla base della strada, crebbe rapidamente una sobborgo di casupole dal nome indistinto. Sulle mappe era indicato come Sassi o come Tetti Rosa, senza troppe distinzioni.

Almeno sul secondo nome, c’è un motivo: la famiglia Rosa aveva impiantato una fornace per la fabbricazione dei mattoni; erano tempi in cui si indicavano le borgate con il nome degli edifici più rappresentativi – et voilà! – questa zona di Torino divenne per tutti Borgata Rosa. La vicinanza con la strada di Superga e naturalmente con quella per Pino e per Chieri rese Sassi e Borgata Rosa particolarmente importanti, come “porta” settentrionale della città di Torino. Come in tutti i luoghi di passaggio, crebbero i negozi e i locali di ristoro, utili anche ai tanti torinesi che – semplicemente – si recavano a Superga per la gita domenicale utilizzando, magari, la superba cremagliera dell’ingegner Tommaso Agudio, uno dei prodigi della meccanica italiana dell’Ottocento.

La sua inaugurazione avvenne il 27 aprile 1884, in pompa magna, con una vasta partecipazione di pubblico che poteva, in questo modo, recarsi alla basilica risparmiandosi il lungo e faticoso viaggio a piedi. Lunga complessivamente 3,1 chilometri, la cremagliera supera un dislivello di 425 metri con una pendenza media del 13,5% e punte massime del 21% nel tratto finale. La mitica “dentera” Sassi-Superga è ancora oggi l’elemento identificativo del quartiere; altro luogo simbolico è il ponte di Sassi, ex ponte Principi di Piemonte, costruito tra il 1926 ed il 1927 in vece di un preesistente collegamento tra le due sponde realizzato da un semplice traghetto.

Così, per secoli, si erano spostati i nostri nonni da una parte all’altra del grande fiume. Restano anche altri edifici che sono la testimonianza del passato della borgata, specialmente dal punto di vista della sua ruralità. Ad esempio, Il Calcina, cascina di origine seicentesca, con un casotto di pertinenza, sita tra via Agudio e il Po; oppure, la cascina Henry, settecentesca, dal nome del primo proprietario.

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