Hanno messo a segno colpi per 200mila euro nel Torinese

La Cassazione inchioda la banda dei finti finanzieri

Accolto il ricorso della Procura di Ivrea dopo che il gip aveva emesso provvedimenti restrittivi soltanto a carico di quattro elementi su cinque della gang

Si spacciarono per finti finanzieri, riuscendo a mettere a segno decine di colpi nel Torinese per un valore complessivo di oltre 200mila euro. Freddi e senza scrupoli: i membri della banda, con tanto di pettorine delle “fiamme gialle”, immobilizzavano le loro vittime con fascette di plastica per poi derubarle.

GLI SVILUPPI.

Lo scorso 14 aprile, a Chivasso, Moncalieri, Torino e Ivrea, i carabinieri della Compagnia di Chivasso hanno arrestato, in esecuzione dell’ordinanza  emessa dalla corte suprema di cassazione il 13 aprile, in accoglimento del ricorso presentato dalla procura della repubblica di Ivrea, Evangelista Giustozzi, 64 anni, già in carcere a Torino, Antonio Managò, 45 anni, anch’egli rinchiuso a Torino, Matteo Palo,  38 anni,  in prigione a Ivrea, Ennio Sinigaglia detto Tepepa,  79 anni, residente a Moncalieri e Valentino Quagliano, 50 anni, residente a Settimo Torinese.

HA VINTO LA PROCURA. 

La Procura di Ivrea aveva richiesto al gip del Tribunale di Ivrea l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei predetti, ma quel gip aveva emesso provvedimenti restrittivi soltanto a carico dei primi quattro escludendo, peraltro, la sussistenza per alcuni degli indagati del reato di associazione per delinquere nonché di alcuni dei reati scopo. La Procura di Ivrea non si è arresa e ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione che lo ha accolto disponendo la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di tutti gli indagati.

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