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La coppia Croce-Battaglino a podio nel gigante di Folgaria

La vittoria va al campione paralimpico ma i torinesi colgono un emozionante risultato

Smaltite le fatiche per una stagione lunghissima tra Paralimpiadi e Coppa del Mondo, lo sci paralimpico azzurro aveva un’ultima fatica da completare, con i Campionati Italiani di gigante sulle nevi trentine di Folgaria. Ed è arrivato un risultato importante per il movimento torinese nella categoria Vision Impaired.

Successo ampiamente pronosticato per Giacomo Bertagnolli, portabandiera azzurro della cerimonia d’apertura di Pechino 2022 e tornato dalla Cina carico di medaglie, insieme alla sua guida da sempre Andrea Ravelli. Alle loro spalle Gianluca Vezza e Andrea Quarello, ma soprattutto il bronzo è andato al collo dei due torinesi Marco Croce (di Rivoli) e Alessandro Battaglino, tutti premiati alla fine dalla presidente uscente della Fisip, Tiziana Nasi, e dalla leggenda azzurra Melania Corradini.

Marco Croce e Alessandro Battaglino sono tesserati per SportdiPiù, associazione che a Torino e nelle vallate olimpiche promuove la pratica sportiva tra le persone disabili, facendo allenare i suoi atleti a Sestriere. In tutto 40 atleti affetti da disabilità diverse (motorie, sensoriali e intellettivo relazionali) con 30 volontari e in particolare 7 guide certificate dalla Fisip, insieme ad alcuni maestri della Scuola nazionale di sci di Sestriere.

A Folgaria la spedizione torinese guidata dal tecnico federale Luca Avondetto e dal vicepresidente della Fisip, Raffaele La Placa, ha raccolto anche un bel sesto posto con Marco Gavarino nella categoria sitting. Risultati importanti per un movimento che cresce, come conferma Alessandro Battaglino: «Io ho cominciato otto anni fa coinvolto da Raffaele La Placa che è un vero trascinatore e così unisco due passioni, quella per la neve e quella per l’assistenza. Con Marco Croce in realtà abbiamo cominciato quest’anno perché io non avevo ancora dato l’esame come guida e quindi non potevo assisterlo».

In sodalizio che funziona, lo dicono i risultati: «Marco è un carabiniere, a 40 anni la malattia gli ha tolto la vista ma non la voglia di praticare lo sport che ama di più. Ci siamo ritrovati poco tempo fa, era solo la seconda gara insieme e vedo che funziona. L’obiettivo e quello di continuare a crescere nella prossima stagione affrontando molti più impegni agonistici per affinare la nostra intesa».

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