Nicola Cirillo in manette tra i carabinieri (foto di Fabio Artesi)
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LA CONFESSIONE

La controllava anche dopo la separazione. «Scenate sempre per lo stesso motivo»

Cirillo ha ammesso: «Ho sbagliato, ma quando mi prende non riesco a dominarmi»

Palazzine tutte uguali, popolari, ma dignitose. Nel borgo Garibaldi a Volvera si conoscono tutti, «almeno di vista» e tutti conoscevano il dramma di Nicola: «Si sentiva un fallito». Respinto da quella donna, piacente «e molto moderna nel vestire e nel porsi con le persone. Una personalità aperta e generosa», spiegano i vicini di casa. Una donna che lui aveva amato e che, forse, amava ancora. Ma quello di Nicola Cirillo era un amore malato. «Geloso lo è sempre stato – dice chi lo conosce – e di scenate ce ne sono sempre state, quando vivevano insieme e anche dopo». Lui, nonostante la separazione, non accettava che nella vita di Cristina un altro uomo potesse prendere il suo posto. E un altro uomo «non c’era – aggiunge un’amica della vittima -, ci fosse stato lo avrei saputo. Cristina era prima di tutto una madre e i suoi pensieri erano tutti per i figli». Cinque figli avuti da diverse relazioni (due con Cirillo) e questo, forse, l’uomo non lo aveva mai accettato. In fondo lo ha confessato lui stesso nell’interrogatorio davanti ai carabinieri e al magistrato, ammettendo che la gelosia è «la mia ossessione. Lo so, ho sempre sbagliato a pensare che lei avesse altri. Ma quando ti prende non si capisce più nulla».

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