Coronavirus (foto Depositphotos)
Buonanotte

La concezione di Ginevra

Fin da quel 4 maggio in cui iniziò la fase 2 si vide che la gente esasperata dalla clausura, nonostante le immagini rassicuranti propinate dai Tg, tendeva a invadere strade, piazze, locali e negozi senza badare più di tanto a mascherine e distanze. I pavidi sceriffi fotografavano e protestavano dai balconi e dai social, ma il loro sdegno non fermava le folle. Soprattutto da quando si è visto che i media lodano gli assembramenti “della parte giusta” (cortei Anpi del 25 aprile, Conte al ponte di Genova, Mattarella a Codogno, comizi sindacali, sardine a Roma contro il razzismo Usa, proteste Ilva) e condannano solo quelli “della parte sbagliata” (manifestazioni della destra e dei gilet arancione). Tralasciando le polemiche su questi laidi doppiopesismi politici, resta il fatto che dal ‘liberi tutti’ è passato più di un mese, con folle assembrate e smascherinate dappertutto, eppure il Covid non riprende. La sua incubazione va dai 2 agli 11 giorni, quindi avrebbe già dovuto riesplodere da un po’. Invece cala. Nel frattempo, però, negozi e bar, osti e spiagge incassano miserie e rischiano di fallire per le assurde misure preventive che sono obbligati a rispettare sotto ricatto di multe enormi. Che fare? A Ginevra la dottoressa Maria Van Kerkhove, capo del team tecnico anti-Covid dell’Oms, ha dichiarato alla Cnn: “E’ molto raro che un infetto asintomatico possa trasmettere il virus”. C’è da fidarsi dell’Oms e dell’Onu? Di cavolate ne hanno dette e fatte tante, in questo ambito! Se avessero ragione, però, la movida ‘assembrata’ verrebbe sdoganata. Basterebbe che non le si aggregassero dei sintomatici in pigiama con appresso flebo e bombola d’ossigeno.

collino@cronacaqui.it

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