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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

La commedia dell’inflazione

Ci risiamo: la benzina, guarda caso all’inizio della stagione dei grandi weekend al mare – per tacere dell’imminenza delle vacanze vere e proprie -, è tornata a salire, avvicinandosi ai due euro al litro, anzi in alcuni casi anche superandoli. Ma come? Il governo non aveva imposto un taglio delle accise? Oh sì e se è per questo quel provvedimento è stato anche prorogato fino a luglio e, per un po’, aveva anche funzionato. Ma adesso il prezzo del greggio è tornato a salire, raggiungendo i livelli più alti da marzo. E come mai? Da un lato ci sono i Paesi dell’Opec, che chiudono i rubinetti rifiutando di aumentare le forniture, nonostante l’incremento della domanda – Emirati e Arabia hanno già “messo da parte” qualcosa come il 3% dell’intera produzione mondiale, per i tempi bui, si dirà -, dall’altro gli effetti delle sanzioni per la guerra in Ucraina, con il taglio delle importazioni di petrolio dalla Russia. E dall’aumento della benzina al lettino in spiaggia, il passo è breve: aumentano i costi di trasporto, aumentano quelli della produzione di energia, per far fronte a maggiori spese gli imprenditori ritoccano i prezzi, spigole e insalate di polpo comprese, ma anche la pasta del discount o l’olio o il pane nel sacchetto della spesa di una famiglia normale. Insomma un film già visto. Quindi, ora che farà il governo? Una possibilità, già ventilata dalla sottosegretaria all’e cono mia Maria Cecilia Guerra, è quella di utilizzare il maggiore gettito Iva derivante dagli aumenti alla pompa per finanziare i tagli delle accise. Deve essere quella che chiamano «economia circolare». Intanto gli altri aumenti, non calmierati, andranno a incrementare una inflazione che è già al 6%, mai così alta dal 1986, con la stima di una perdita di ben cinque punti percentuali del potere d’acquisto, perché gli stipendi – non tutti – saliranno solo dello 0,8% «altrimenti creiamo inflazione» dicono gli esperti. Sipario.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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