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IL REPORTAGE. Lo stabilimento di strada Genova a Moncalieri

LA CITTÀ FANTASMA. Dentro l’ex Altissimo, dove un uomo uccise tra rifiuti e senzatetto

Un romeno ammazzò la moglie a bastonate. I capannoni oggi ospitano decine di disperati

Spazi immensi, dimenticati, terre di conquista per centinaia di senzatetto. Fantasmi alla ricerca di un riparo dove trascorrere le notti del gelido inverno. In passato erano simboli di un territorio ricco e operoso dove si creava ricchezza, c’era lavoro per tutti. Oggi questi complessi industriali dismessi di Torino e del suo hinterland continuano a produrre. Sono ancora fabbriche, in un certo senso.

Ma di degrado, emarginazione. Fantasmi, si diceva, invisibili che trasformano in casa strutture ormai fatiscenti e inospitali, che agli occhi di tutti rappresentano il triste epilogo di una crisi industriale che dalle nostre parti non ha fatto sconti. Nessuno si ricorda di questi luoghi. Ci vogliono le fiamme, magari un fatto di sangue per riaccendere i riflettori sull’esistenza di questi edifici e di chi li abita.

È successo nella mattinata di giovedì, per esempio, quando i residenti di Borgo Vittoria si sono svegliati avvolti da una colonna di fumo causata dall’incendio provocato da un braciere di fortuna proveniente dalla ex Carlini di via Fossata, vecchia officina di autoricambi e utensili, oggi abbandonata, riconvertita in porto sicuro per tossicodipendenti, pusher e disperati.

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