Foto Depositphotos
Buonanotte

La censura è morta, viva la censura!

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Il ministro della cultura Franceschini esulta perché ha firmato un decreto che “abolirà la censura”. In realtà il suo DDL “istituisce la Commissione che verificherà la corretta classificazione dei film ed elimina la possibilità di divieto assoluto di uscita in sala o di uscita subordinata a tagli o modifiche”. Niente più tagli, cioè, o proscrizioni totali come per “Ultimo tango”. Ed era il minimo, in un’epoca in cui Netflix, Youtube e Youporn consentono a chiunque (bambini compresi) di vedere sullo smartphone non solo i film con scene di sesso esplicito, ma tutti i tipi di porno hard. Insomma, hanno aperto la gabbia quando gli uccelli (in tutti i sensi) erano scappati. Ma il sesso oggi c’entra poco con la censura. Oggi il Minosse di tutte le censure è il PUPC, Pensiero Unico Politicamente Corretto. Se fai un film che non tratta bene gli omosessuali, i trans, gli immigrati, i neri, gli zingari, le Grete (oppure tratta bene il Duce) viene rifiutato dai circuiti di distribuzione. Non perdono tempo a tagliartelo: te lo ammazzano nella culla col silenzio forzato. La nuova frontiera della censura sono i social. Sono loro, e non la commissione di Franceschini, a decidere cosa va pubblicato e cosa no. Chi dissente dal PUPC viene sospeso o bandito, come Trump. Tutto ciò, badate bene, “in nome della libertà”. Ed è il colmo: i vari Google, Facebook, Twitter, si travestono da paladini della democrazia e dell’uguaglianza per zittire chi vogliono, senza mai giustificare le loro scelte: come l’ultima, fresca fresca di ieri, ossia chiudere la pagina Facebook de “Il primato nazionale”, rivista patinata vicino a CasaPound, a occhio e croce non certo una pubblicazione eversiva. Il DDL Franceschini servirà a poco. Forse solo a poter cantare “tanto per campà”, la canzone in cui Manfredi diceva “me rintontoniva de buggìe”, con le parole originali di Petrolini “me rincojoniva” . Grossa soddisfazione

collino@cronacaqui.it

Scopri inoltre...

Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo