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Cronaca
IL CASO

«La burocrazia rallenta le attività per il Tav»: in pericolo nuovi contributi Ue per 3 miliardi

Da Telt a Confindustria si invoca la nomina di un commissario come per il Ponte Morandi

L’accelerazione sul Tav invocata dall’industria, dalla politica e dalla società civile, che hanno accolto l’appello lanciato da Mario Virano di Telt secondo cui «la burocrazia italiana rischia di frenare e condizionare la nostra attività», non senza farci correre nuovi rischi sugli 814 milioni di euro già accordati dall’Ue, potrebbe arrivare con il decreto Semplificazioni. Un provvedimento ora all’attenzione della Conferenza Stato Regioni in forma di bozza, che non conterrebbe ancora l’indicazione per la nomina di un commissario, ma potrebbe dar corso a quanto già annunciato dal Mit lo scorso gennaio. Superando, però, l’incarico di un nuovo Osservatorio sull’opera, che diverrebbe strategica per seguire il destino del Ponte Morandi sul piano della burocrazia. Un sollecito, in tal senso, già è contenuto in un emendamento che Fratelli d’Italia ha presentato al decreto Rilancio ma oltre che da Virano, la richiesta di “sburocratizzazione” arriva al punto da far invocare la piazza a Mino Giachino di Sì Tav, Sì Lavoro.

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