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Economia
SETTIMO TORINESE

La Bollhoff cessa la produzione: sul lastrico cinquanta famiglie

Trattativa sindacale con la multinazionale per evitare la chiusura

Un’azienda settimese nuovamente alle prese con una vertenza sindacale per scongiurarne la chiusura. Questa volta a rischio licenziamento sono i lavoratori della Bollhoff-Unifast di strada Caffadio, nella zona industriale del Fornacino. I lavoratori hanno ufficialmente aperto la protesta con un primo sciopero di 4 ore e con presidio ai cancelli. La Bollhoff-Unifast è una multinazionale tedesca che opera nel settore della componentistica automotive e aerospaziale, realizzando viti, rivetti e sistemi di fissaggio e occupa 50 lavoratori nel sito di Settimo. Nel corso dell’ultimo incontro tra direzione, delegati e Fiom Cgil, è stata paventata la possibile chiusura di tutto il reparto di produzione che porterà ad un esubero di 20 lavoratori. Per Luca Pettigiani, della Fiom di Torino la situazione non è rosea: «Sono passati solo cinque anni dall’acquisizione da parte di Bollhoff dello stabilimento ex Unifast di Settimo Torinese, cinque anni in cui si e pensato a portare al massimo un impianto che registrava già grossi limiti e nulla nel contempo è stato fatto per adeguarlo alle produzioni richieste oggi dal mercato con processi di produzione e macchinari che dovrebbero essere rimodernizzati». Per questo i lavoratori rigettano l’ipotesi di chiusura della parte produttiva dello stabilimento, che avrebbe di riflesso anche ripercussioni sugli altri reparti del sito settimese e chiedono alla multinazionale tedesca di investire in macchinari adeguati per far fronte alle esigenze del mercato e il conseguente rilancio del sito. La multinazionale è stata fondata in Germania nel 1877 come grossista di ferramenta da Wilhelm Böllhoff; la svolta nel 1954 quando viene acquisita una licenza statunitense per la produzione di filetti utilizzati per il rinforzo delle filettature di viti, ancora adesso utilizzata e denominata “helicoil”.

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