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ITALIA ‘61

La bocciofila vende gelati. Multata per 4.159,55 euro

La sanzione per un cavillo burocratico rischia di condannarla alla chiusura

Tra anziani che si danno appuntamento per chiacchierare o dilettarsi con le bocce e signore che si ritrovano per giocare a carte, la vita della piccola bocciofila che si affaccia sul laghetto di Italia ’61 scorreva serena, immersa nel verde e lontano dal frastuono del centro città. Qualcosa però ha turbato la quiete di questa “isola felice”, così come la definisce il presidente Nicola Contestabile. Due estati fa, la bocciofila è stata sanzionata dai vigili per un ammontare di 4.159,55 euro e, a meno che non venga meno la multa, rischia di scomparire. Il motivo? Nell’estate del 2016 Nicola, ex operaio Fiat oggi in pensione, ha sistema un pozzetto per conservare gelati confezionati da vendere (senza alcun rincaro) ai soli soci della sua bocciofila. Il problema è che, stando ai controlli fatti, non era in possesso della Scia, ovvero la segnalazione di inizio attività. Un errore in buona fede, spiega lui stesso, a cui ha posto rimedio tempestivamente, rimuovendo il pozzetto. «Non avevo intenzione di iniziare alcuna attività di vendita di gelati – spiega amaramente – volevo solo offrire un servizio ai soci della bocciofila durante i mesi estivi. Si trattava di 10- 15 gelati massimo al giorno». Se si considerano poi i magri incassi dati dai tesseramenti dei soci (poco più di 700 euro totali annui) e le numerose spese per far fronte alla manutenzione ordinaria e straordinaria, la maxi multa appare oggi per Nicola come un vero e proprio “colpo di grazia”. «Applicare una sanzione così elevata a una bocciofila con questo tipo di bilancio è chiaramente un eccesso burocratico che applica pedestremente quanto riportato nei regolamenti» commenta il consigliere di Circoscrizione Alberto Loi Carta. «Se dovessi pagare una multa così alta, sarei costretto a rinunciare al mio ruolo di presidente» ribadisce Contestabile, che da anni si occupa con cura di rendere la bocciofila un luogo confortevole e rispettabile. Dopo quasi due anni di silenzio, alla bocciofila è stata inviata una ingiunzione di pagamento lo scorso maggio. Nicola, a questo punto, si è rivolto al Giudice di Pace per cercare di mettere fine a questa storia e, nell’attesa dell’udienza dove si giocherà il tutto e per tutto fissata per il 25 ottobre, sogna di poter rifare (a sue spese) la pavimentazione esterna della bocciofila e organizzare balli con musica dal vivo.

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