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Economia
Il caro-benzina riaccende la voglia di 2 ruote

La bici torna di moda: trovare usato e ricambi è diventata un’impresa

Un mese per reperire i pezzi, tre per avere un mezzo nuovo: «I materiali arrivano dall’estero, i fornitori hanno problemi»

Un mese per far arrivare i pezzi di ricambio, mentre per una bicicletta nuova di mesi ce ne vogliono anche tre e adesso persino trovare l’usato inizia a diventare un’impresa. Con l’aumento folle del prezzo dei carburanti, ora quella bicicletta che magari prima ammuffiva nel garage viene recuperata per andare al lavoro, per risparmiare soldi. Ma cosa succederebbe se, sfortunatamente, si dovesse rompere un pezzo? Trovarne uno di ricambio sta diventando una faticaccia. Primo, perché molti pezzi non sono italiani, ma arrivano dall’estero. «Vede questo mezzo? Ha l’impianto frenante che viene da Taiwan, la meccanica giapponese e le batterie al litio della Samsung, quindi coreane», spiega Luca Martelli, titolare di Cicli Quagliotti, in via Cigna. Dunque, ci vuole sempre più tempo per reperire pezzi. Tanto che al negozio di via Cigna, storica attività di Valdocco che realizza dalle 800 alle mille riparazioni l’anno, arrivano ora dei ricambi ordinati nel 2020. «Se non avessimo le nostre scorte in magazzino sarebbe impossibile lavorare. Ma questo – dice Martelli – è un problema che ci trasciniamo da quando è iniziato il Covid, perché prima della pandemia i pezzi arrivavano quasi subito».

A mancare non sono tanto i copertoni o le camere d’aria, ma i pezzi meccanici della bicicletta, quindi cambi e ingranaggi vari. Per un cambio, in media, un cliente aspetta anche un mese, e questo è un problema per chi utilizza la bici tutti i giorni necessariamente. Di conseguenza, sono aumentati i prezzi. «Li abbiamo ritoccati del 15%, anche se veniamo incontro sempre ai clienti – dice Martelli -. Però, se prima un manubrio di una bici “olandesina” lo vendevo a 16 euro, oggi lo compero a 15 più Iva, quindi il prezzo va ritoccato per forza». E anche comprare un mezzo nuovo, diventa difficile. «Le bici da 4mila euro in poi si trovano, ma non si trovano quelle da 800 a 1500 euro». Tradotto, i ricchi vengono sempre soddisfatti, mentre il danno è per il “ceto medio”.

E anche l’usato è quasi introvabile, perché con i prezzi alti della benzina chi ha la bicicletta se la tiene stretta e non la vende più. Anche altri negozi confermano le grandi difficoltà nel trovare i pezzi di ricambio: «Per un mozzo si può aspettare anche un mese. I fornitori ormai hanno problemi», dicono da Tripbike, negozio di riparazione bici di via Saluzzo. «Molti vanno a comprare la bici al supermercato perché costa meno, poi si rompe subito un pezzo e vengono da me a ripararlo», dice Cesare Dansero di Ski&Bike, in via Madonna delle Rose. Che poi aggiunge: «I clienti spesso vogliono risparmiare, senza pensare alla qualità del prodotto. Ma è chiaro che se il costo del trasporto aumenta perché è aumentata la benzina, io sono costretto ad alzare di poco i prezzi. Ad esempio, se prima una camera d’aria costava cinque euro, ora costa 6,50».

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