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IL REPORTAGE

La baraccopoli tra i rovi. «Mille euro sono pochi, non torneremo a casa»

Dietro la concessionaria di via Reiss Romoli

Si va giù nella stradina e subito, all’orecchio, arrivano i rumori del martello che batte sul chiodo. Passato il varco, ecco che gli ultimi arrivati si stanno dando da fare con le assi di legno per tirare su la loro baracca. Via Reiss Romoli, in un terreno circondato da rovi vicino alla concessionaria Di Viesto. Qui è nato l’ultimo campo nomadi della città. Dentro ci sono gli abitanti di via Germagnano, il grande accampamento che il Comune in questi giorni sta finendo di demolire. Venti abitazioni, cinquanta persone in tutto. Rumeni, che si sono visti smantellare la loro vecchia casa e ne hanno costruita un’altra non lontano, scegliendo questa zona dominata dai capannoni industriali.

«In Romania no!»

«Noi al Comune l’avevamo detto. In Romania non torniamo, viviamo a Torino da anni e vogliamo stare qui», assicura Jean, portavoce delle famiglie. Che poi promette: «arriveranno altre persone». In Romania, di sicuro, non tornerà Vergina, 67 anni.

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