Spadavecchia
Cronaca
La rubrica

La banda Spadavecchia

I grandi gialli del Piemonte

Alcuni criminali, il 12 novembre 1971, fanno irruzione in una filiale della Banca Subalpina di corso Racconigi. Quarant’anni fa. I ladri sono armati di pistola, ma qualcosa va storto: un colpo parte e uccide sul posto uno dei malviventi, Salvatore Colluto, che cade a terra con il passamontagna bianco intriso di sangue. Quell’indumento è l’oggetto che aiuta nelle indagini il commissario Giuseppe Montesano, che dalla fine degli anni ’60 era il dirigente della Squadra Mobile e della Criminalpol: risale al negozio che lo aveva venduto, appena un giorno prima, in via Mameli. Ed ecco, la coppia che lo gestisce non ha dubbi: di fronte alle foto segnaletiche, punta il dito su un amico del rapinatore deceduto. «È lui che ha comprato il passamontagna».

Bastano pochi giorni per rintracciare la banda che gravita attorno ai fratelli Spadavecchia: sono loro ad aver orchestrato l’assalto alla Subalpina finito in tragedia. Finiscono in manette il 16 novembre, e la notizia viene accolta dai giornali con servizi a tutta pagina. Il 1971 è un anno particolare: c’è il terrorismo rosso, ci sono bande di malviventi che hanno eletto Torino quale loro città prediletta. Le rapine sono all’ordine del giorno, e quando si prende una banda la città tira un sospiro di sollievo: una in meno. Basti pensare che nello stesso giorno della cattura della banda, nuovi rapinatori svaligiarono una filiale della Cassa di Risparmio a Pianezza.

I banditi organizzarono il colpo in una soffitta delle Vallette, in via Parenzo; dopo la pubblicazione delle fotografie degli arrestati sui giornali, le impiegate della ditta De Stefanis di via Donati riconobbero in quei giovani gli autori di una rapina che aveva fruttato un milione e 900mila lire una manciata di mesi prima; altri impiegati li riconobbero come autori di una rapina da due milioni avvenuta in via Cimino. Nel febbraio 1972 fu “pizzicato” a Milano il rapinatore che uccise il complice, l’ultimo componente della banda ancora a piede libero. Incubo finito? Tutt’altro: rilasciato dopo poco, Giuseppe Spadavecchia figurò tra i protagonisti dell’assalto all’Istituto di Credito di piazza Cadorna a Milano nella primavera 1974 .

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