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Salute
IL FATTO

La banca dei virus è a Torino: oltre 20mila microrganismi

Grazie ai fondi del Pnrr, il capoluogo piemontese diventa capitale della ricerca

Virus come il colera e il vaiolo, ma anche batteri, funghi filamentosi, lieviti e microalghe che vengono utilizzate per creare nuove molecole farmacologiche insieme a importanti partner svizzeri. La biobanca dei virus di Torino conta 20mila ceppi microbici differenti e si prepara a diventare la capofila di una articolata rete scientifica nazionale che sarà il punto di riferimento per un più ampio sistema europeo. Il progetto Sus-Mirri (Strengthening the Mirri Italian Research Infrastructure for Sustainable Bioscience and Bioeconomy) è stato finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca grazie ai fondi del Pnrr e permetterà la creazione di una nuova infrastruttura per Unito del valore di 5.842.655 euro. «Attraverso un’unica piattaforma sarà possibile avere accesso a una piattaforma nazionale, che comprende circa 200mila microrganismi – spiega il rettore dell’Università di Torino Stefano Geuna. «Uno studioso in qualsiasi parte d’Italia potrà studiare e confrontare varie forme di batteri e ceppi diversi». Dobbiamo immaginare la biobanca «composta da cassetti in cui vengono conservati i microrganismi, generalmente congelati a meno 152 gradi» racconta la coordinatrice del progetto, la dottoressa Giovanna Cristina Varese, durante la conferenza stampa di presentazione del progetto. «Presso la nascente Città della Scienza e dell’Ambiente di Grugliasco ci sarà anche un laboratorio dedicato alla genomica e uno improntato sullo studio della metabolonica».

Le molecole studiate possono essere usare in svariati campi di ricerca: dal farmaceutico al cosmetico, passando per i generi alimentari, agricoli e in relazione ai fenomeni di transizione ecologica. Fondamentale poi lo studio dei microrganismi di interesse clinico. «Vale per il Covid, come per le altri patogeni» spiegano ancora gli esperti di Unito, puntualizzando che si tratta di meno meno dell’1% dei microrganismi archiviati nella banca nazionale. «Da un lato dobbiamo difenderci, ma dall’altro possiamo essere alleati e proteggere i microrganismi dei vari eco sistemi» commenta ancora il rettore Geuna. Il progetto prevede l’assunzione di sette persone a cui si aggiungono altri sette progetti di dottorato.

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