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DAI VELENI AL TRIPLETE

Juventus, chi si rivede: il nemico Mourinho sogna un altro scherzo

Il “nemico”, sportivamente parlando, “numero uno” è pronto a tornare all’Allianz. Domani sera – fischio di inizio ore 20:45, arbitra Orsato -, 1074 giorni dopo l’ultima volta, Josè Mourinho, lo Special “Enemy” (nemico) One, rimetterà piede nell’impianto che il 7 novembre del 2018, in occasione di Juve-Manchester United di Champions, lo riempì di fischi, cori e insulti per 90 minuti. Lui, a fine partita, con i suoi Red Devils a beffare la Vecchia Signora vincendo 2-1 (uno/due fatale tra l’86’ e il 90’), rispose al triplice fischio dell’arbitro portandosi la mano all’orecchio e dicendo: «Non vi sento». Poi le parole negli spogliatoi: «Sono stato insultato per 90 minuti – le dichiarazioni ai microfoni di Sky – sono venuto qui per fare il mio lavoro. Non ho offeso nessuno, ho fatto solo il gesto di voler sentire di più. Non dovevo farlo, ma vengo qui solo per fare il mio lavoro e mi insultano la famiglia, non è bello». All’andata, a Old Trafford, vittoria della Juve con gol di Dybala, con Mou che rispondeva agli insulti mostrando tre dita: «Loro hanno dei problemi col mio Triplete all’Inter – spiegò José -, ma io l’ho vinto e loro non ancora. Mi hanno insultato per via di quei ricordi che per loro sono negativi». Solo uno dei tanti scontri. Ma la lunga rivalità tra la Juve e Mourinho comincia quasi dieci anni prima, quando lo Speciale One guidava l’Inter. Celebre la conferenza stampa della «prostituzione intelectuale» e degli «zero tituli» del marzo precedente: «Non si è parlato della Juve che ha conquistato tanti punti con errori arbitrali – dichiarò -. Zenga, Delneri, Prandelli hanno perso tre punti con loro e, anzi, dico a Marino e Novellino che è meglio giocare con la seconda squadra… Forse anche per noi, quando giocheremo a Torino, sarà meglio giocare con la Primavera, perché sta arrivando il giorno dello scandalo». Non è tutto: «La Juventus è quella squadra che non potrò mai allenare dopo essere stato sulla panchina dell’Inter», aggiungerà lo Special One. All’Olimpico di Torino finì 1-1 e lui rincarò la dose: «Il migliore omaggio che potevamo ricevere è vedere lo stadio di una squadra gloriosa festeggiare per aver pareggiato con noi». Dopo 8 mesi, il 5 dicembre, Mou fu addirittura espulso. Poi le polemiche in Coppa Italia e la frase: «È il calcio che chiede quel rigore. Basta, basta!». Oppure: «Di aree di 25 metri ce n’è solo una in Italia…», riferendosi a quella bianconera. Domani si scriverà un altro capitolo. La Roma potrebbe subire la 10ª sconfitta su undici partite giocate allo Stadium ma Mourinho sa come battere la Juve. Difficile, invece, è il rapporto che c’è Allegri e la Roma. Tra le squadre affrontate più di tre volte, infatti, è quella contro cui ha la più bassa percentuale di vittorie (35% – 7/20).

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