Arkadiusz Milik, Juventus (Depositphotos)
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SPALLETTI UMILIA ALLEGRI

Juve presa a schiaffi: pokerissimo Napoli nell’ultima di Agnelli

Clamoroso 5-1 a Fuorigrotta: i bianconeri ricacciati nuovamente a -10

Mezzo scudetto è sulle maglie del Napoli, la Juve si arrende alla forza e alla bellezza della squadra di Spalletti. Ma c’è modo e modo di perdere, perché cinque gol subiti (dopo i 7 totali delle 17 gare precedenti) rappresentano un’umiliazione totale. Il 5-1 finale – nell’ultima di Agnelli da presidente – fa scoppiare la festa al Maradona e costringe a nuove riflessioni alla Continassa: non è ancora questo l’anno buono per tornare al tricolore, ora la vetta è a 10 punti.

Spalletti è al gran completo, Allegri rilancia Chiesa da titolare a un anno di distanza dall’ultima volta e piazza ancora Di Maria alle spalle di Milik. La forza della sua Juve era stata la solidità difensiva, il muro bianconero cade dopo meno di un quarto d’ora: Szczesny para alla grande su Kvaratskhelia ma non può nulla ribattuta di Osimhen, le colpe sono da attribuire ai compagni che lasciano troppo spazio agli avversari.

Di Maria prova a scuote la Juve colpendo una traversa, al nuovo affondo però i bianconeri crollano ancora sotto i colpi del georgiano che sfrutta altri errori da matita blu di Bremer. Il Fideo prova a riaprirla nel finale di primo tempo segnando nel tempio che fu di Maradona, la ripresa rappresenta il deragliamento totale della Juve. L’ex difensore del Toro continua a non capirci niente, in 17 minuti si concretizza la resa dei bianconeri.

Il Napoli dilaga e lo fa in tutti i modi: su calcio piazzato, con Rrahmani che risolve una mischia; con il suo bomber e capocannoniere della serie A, con Osimhen che sfrutta l’assist al bacio di Kvaratskhelia; con i subentrati, con Elmas che mette a segno il pokerissimo. Il Maradona è infuocato, gli innesti di Allegri (Kean, Paredes, Miretti e Iling-Junior) non hanno l’impatto giusto anche perché ormai la squadra ha mollato.

La Juve fallisce clamorosamente l’esame di maturità, ora la sensazione è una sola: è il Napoli, e lui soltanto, che può perdere questo scudetto. I bianconeri si leccano le ferite, invece di guardare in alto devono tornare a guardarsi alle spalle.

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