DYBALA
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BATTUTA L’UDINESE

Juve, gol e polemiche. Dybala non esulta: «Meglio non parlare…»

Dybala apre, McKennie chiude: la Juve si riscatta dopo la delusione in Supercoppa e trova la settima vittoria nelle ultime dieci gare. La Joya, però, non esulta e il suo sguardo verso la tribuna è già al centro delle discussioni, a maggior ragione adesso che le trattative per il rinnovo sembrano in salita. «Chi stavo cercando in tribuna? Ho invitato un amico, non lo trovavo – sorride Dybala -. Il contratto? Non lo so ci sono state tante notizie. Sono successe tante cose, preferisco non parlare». Intanto Allegri aveva annunciato qualche rotazione, i reduci della Supercoppa sono soltanto tre: il tecnico conferma Rugani, McKennie e Kulusbevski, poi sono tutte novità. Dalla porta, con Szczesny che ha ricevuto il green pass, all’attacco, con Kean che supera Morata e fa il riferimento offensivo davanti a Dybala. Tutti gli occhi sono sull’argentino, capitano per la sfida contro l’Udinese, e lui risponde subito: al 19’, la Joya si ritrova davanti a Padelli dopo lo scambio nello stretto tra Arthur e Kean e fa 1-0. Fa discutere, però, la non esultanza del 10 della Juve, che poi rivolge uno sguardo piuttosto aggressivo verso la tribuna dove siedono i vertici del club bianconero. La gara arriva fino al 45’ senza grandi emozioni e occasioni, l’unico tiro in porta dell’Udinese è di Beto, che impegna a terra Szczesny. Allegri lascia negli spogliatoi Arthur e Kulusevski e fa entrare Locatelli e Bernardeschi, i padroni di casa hanno bisogno di qualche minuto di secondo tempo per riaccendere la spina. In uno Stadium che può accogliere soltanto 5mila spettatori si sentono le urla di Allegri, che dalla panchina prova a scuotere i suoi. Le risposte non arrivano, ma di fronte a Szczesny si creano soltanto un paio di mischie senza grossi pericoli. La panchina friulana protesta per un contatto Bernardeschi-Soppy in area, i padroni di casa la chiudono definitivamente al 79’: apertura di Dybala, cross di De Sciglio e testa di McKennie, così viene scacciata la paura di rimonta. E, almeno per una notte, la Juve può andare a dormire da quarta in classifica: un posto condiviso con l’Atalanta che ha però 2 gare in meno.

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