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CHAMPIONS LEAGUE

Juve, buona la prima. Un super Morata trascina i bianconeri

Due gol dello spagnolo stendono gli ucraini. Si fa male Chiellini

Nel segno di Alvaro e non era per nulla scontato. I sorrisetti e i mugugni, non di tutti, che hanno accompagnato l’arrivo di Morata a Torino spazzati via da un inizio di campionato solido e da un ritorno in Champions da incorniciare, più per lui che per la Juve anche se i tre punti di Kiev sono un tonico potente per quello che attende tutti in una stagione appena alla sua alba. «Ogni anno c’è la possibilità di vincere la Champions e vogliamo andare sino alla fine. Volevamo vincere per iniziare nel migliore dei modi, abbiamo giocato bene», dice lui alla fine privilegiando il noi all’io e non è nemmeno scontato. Dopo due mesi di cura Pirlo non possiamo pensare sia una Juve sperimentale, ma intanto ha almeno tre potenziali titolari fuori, per necessità e per scelta. Quindi Chiellini in mezzo alla difesa, quindi Chiesa a sinistra, quindi Ramsey confermato come uomo d’ispirazione. Il primo esperimento dura meno di venti minuti, perché il capitano dimostra ancora una volta di essere fuori da una condizione accettabile e la paga. Gli altri due funzionano a sufficienza: Chiesa spinge con continuità, non sempre anche con intelligenza tattica perché crea superiorità ma poi spreca. La Juve fa la partita, anche meglio di quanto visto a Crotone, però concretizza poco o nulla. Tanti sbadigli, tanti errori anche se la voglia di giocare palla di prima e cercare la profondità non manca. L’intervallo arriva opportuno per rimettere insieme le idee e basta meno di un giro d’orologio per sbloccarla. Chiesa intelligente, come il tacco di Ramsey, ma senza la papera di Buschan avremmo raccontato un’altra storia. Tanti cambi, nessuno che sposta gli equilibri, ma prima della fine anche la doppietta di Morata sull’unica vera progressione buona di Cuadrado. Tra una settimana c’è il Barcellona, oggi probabilmente sapremo se al proscenio si affaccerà pure CR7 punzecchiato di nuovo ieri dal ministro Spadafora. Sarà un’altra Juve con lui, Dybala e De Ligt. Questa per il momento basta per cominciare a sognare.

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