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LA SIGNORA IN ROSSO

Juve, bagno di sangue: senza la Superlega servono subito 100 mln

Tramontato il sogno di far soldi scappando dall’Uefa, non rimane che vendere i pezzi pregiati

“La Signora in rosso”, niente a che vedere con il film il cui protagonista era Gene Wilder. Anzi, meglio dire, un “profondo rosso” e anche in questo caso non parliamo del capolavoro del cinema horror di Dario Argento. Stiamo semplicemente analizzando i conti della Juventus, post pandemia e post ennesima eliminazione dalla Champions League. Con l’aggravante dell’ingaggio dello stipendio di Cristiano Ronaldo, uno che da solo guadagna quanto tutta la rosa dell’Atalanta. Un vero e proprio bagno di sangue con cui la Juventus avrebbe voluto (dovuto) porre rimedio con i soldi della Superlega. Un piano andato letteralmente in fumo, sbriciolatosi, nel giro di 48 ore. Alla faccia delle certezze di Andrea Agnelli, che parlava di patto di sangue tra i dodici club fondatori, la «sporca dozzina» per l’avvocato sloveno – nonché presidente Uefa – Aleksander Ceferin.

Conti e pandemia

E ora? La Juve è costretta reperire 100 milioni entro fine giugno. I bianconeri, infatti, hanno chiuso il primo semestre luglio-dicembre 2020 con 113 milioni di perdita e ricavi in calo del 19,9% su anno a 258,3 milioni. «Lo scenario nazionale e internazionale del primo semestre dell’esercizio 2020/2021 – riportava il club bianconero nella relazione sulla semestrale – continua a essere caratterizzato dagli impatti causati dalla pandemia da Covid-19 e dalle conseguenti misure restrittive per il contenimento imposte dalle Autorità amministrative, sanitarie e sportive». La Juventus, però, aveva chiuso in perdita (di 50,3 milioni) anche il primo semestre dell’esercizio precedente, quando il Covid non era ancora arrivato in Italia, effetto dell’impatto “Cristiano Ronaldo” sui conti del club.

Piano “S” e piano “V”

Tramontato il piano “S”, ovvero il piano “soldi”, il piano Superlega, in casa Juventus ci si prepara a passare al piano “V” che sta per vendita, cessioni. L’unico modo per rimpinguare le casse esangui della Continassa. Ricapitalizzazioni – come era già accaduto post-Calciopoli e due stagioni fa – oppure plusvalenze, cessioni di diritti di calciatori, con annesso risparmio del monte ingaggi, oggi pari a 236 milioni di euro, mica bruscolini. Il primo indiziato – ne parliamo anche a pagina 21 – è Paulo Dybala, senza scartare l’ipotesi di un addio di CR7 a fine stagione, visto che il suo agente lo sta proponendo a chiunque, in ultimo allo United. Un’altra ipotesi che sta prendendo quota in campo finanziario è quello dell’ingresso di un nuovo partner. Possibile l’arrivo di un fondo di private equity come nuovo socio di minoranza con Exor che manterrebbe però il controllo ma cederebbe una quota del 10-20%.

Crollo in borsa

Subito dopo l’annuncio tra domenica notte e lunedì della nascita della Superlega, il titolo in Borsa della Vecchia Signora era schizzato a 0,9110 euro per azione, il massimo valore del titolo bianconero nel 2021, un aumento della capitalizzazione del mercato di 200 milioni di euro. Una performance vanificatasi parzialmente già il giorno dopo quando il titolo della Vecchia Signora scendeva a quota 0,875 euro. Il crollo definitivo mercoledì scorso a 0,7530, mentre ieri la performance settimanale del titolo bianconero ha fermato la propria discesa a 0,744 euro per azione.

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