Ivan Juric (foto depositphotos)
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Juric a tutto campo: «Ecco cosa ci serve per fare il salto in alto»

Il tecnico tra la sfida col Verona e il calciomercato

Il 2023 dovrà essere l’anno della svolta, anche per tenersi stretto Ivan Juric. «In questi 18 mesi abbiamo fatto un lavoro strepitoso, risistemando il bilancio e guadagnando posizioni in classifica – dice il tecnico – ma adesso la società deve decidere: bisogna fare altri passi in avanti, non si può stare sul posto». E, sullo sfondo, c’è anche la questione legata al suo rinnovo di contratto«Non abbiamo parlato di cose concrete, io so che bisognerebbe migliorare su altre due cose – spiega il croato – e che abbiamo alcuni punti deboli: se siamo in linea e tutti d’accordo, sarebbe bellissimo proseguire insieme». Il primo passo sarà fare di tutto per accontentarlo sul mercato, «Lo dico chiaro: mi manca un centrocampista mancino» la richiesta a cuore aperto in vista di gennaio, mentre su Praet frena: «Da quando se n’è andato, non abbiamo parlato». In realtà, i contatti con il Leicester proseguono e si sta provando a limare le distanze. La priorità, però, va sul campo: oggi torna il campionato, alle 14.30 il Toro sfida l’Hellas Verona al Grande Torino.

Com’è stata questa pausa?
«Un po’ particolare, avevamo diversi giocatori al mondiale ma poi li abbiamo inseriti: abbiamo lavorato bene, ho avuto la possibilità di vedere da vicino tanti giovani interessanti. Uno ormai è in pianta stabile con noi, si tratta di Gineitis».

Come ha visto Lukic?
«Ha sempre dimostrato voglia, anche troppa, e ha rischiato di perdere il Mondiale. È un ragazzo stra affidabile, l’ho trovato con voglia e grinta: per me è imprescindibile, un punto fermo. Il suo rinnovo? Non mi aspetto niente, se non che faccia sei mesi alla grande».

E Vlasic?
«È un ottimo giocatore, per noi è fondamentale perché ha caratteristiche giuste e può fare tanti ruoli, ha fatto di tutto ed è completo. Ha anche buona finalizzazione, lui è strepitoso e per noi è fantastico. Ma non è un fuoriclasse».

Cosa si aspetta dal mercato?
«La squadra per essere completa, già da prima, ha bisogno di due nuovi e poi si può anche migliorare. Se si riesce bene, altrimenti ci arrangiamo come sempre. È tutto sereno e tranquillo. Cerchiamo di fare il massimo e via, sicuramente mi servirebbe un centrocampista di piede sinistro».

Come giudica il Verona?
«L’ossatura è sempre la stessa, eppure dopo tre anni davanti al Toro adesso è in quella situazione: penso però che la differenza tra noi e loro sia minima, sarà una sfida di valori alla pari e dovremo vincere i contrasti per poi metterci la tecnica per vincere».

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