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Buonanotte

Joculatores in quadrivio

La crisi economica imperversa, e siccome la questua rende più del lavoro i mendicanti dilagano, mascherati da finti venditori di merci e fornitori di servizi non richiesti. Tra le merci, accendini, fazzolettini, giargiatole. Tra i servizi il lavaggio del parabrezza e il riporto del carrello nei supermercati. Molti di loro sono insistenti e lamentosi, come gli zingari e i venditori di rose nei ristoranti, altri sono minacciosi come certi “posteggiatori” e certi lavavetri che lavano senza consenso. Ma ai semafori ci sono anche dei questuanti simpatici, che non chiedono mai, si limitano a passare svelti fra le auto col cappellino in mano, sorridendo: sono i giocolieri. Uomini e donne, tutti giovani. Tra di loro ce ne sono di bravi e meno bravi, ma sono tutti belli da vedere. E poi a mendicare fingendo di vendere spugnette o lavare parabrezza son capaci tutti. A far volare per aria contemporaneamente sette clave no. Questi ragazzi onorano il mestiere che fu dei primissimi goliardi medioevali, i clerici vagantes, gli studenti tonsurati che si spostavano in Europa da un’università all’altra vivendo di espedienti e spesso facendo, appunto, i giocolieri nei quadrivi. Uno degli etimi possibili della parola goliardo, infatti, è joculator, da cui jongleur e gouliard. Spero mach che ‘sti fieuj tost o tard a cambio mesté. Fare l’artista circense è già rischioso, in un’epoca in cui i circhi stanno sparendo, ma farlo da vecchi è impossibile, e non dà pensione. Ma forse questi bòcia hanno capito che le pensioni fra cinquant’anni non ci saranno comunque, e quindi tanto vale fare un “lavoro” divertente. Almeno finché darà da campare…

collino@cronacaqui.it

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