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Salute
IL CASO

J&J, attesi 12mila vaccini in Piemonte. Ma le fiale restano ferme in magazzino

Slitta di un giorno anche la consegna di 11mila dosi AstraZeneca, le scorte tornano a farsi risicate

La battuta d’arresto, questa volta, arriva persino prima della consegna agli ospedali. All’antivigilia del debutto del vaccino monodose di Johnson&Johnson in Italia, atteso domani anche in Piemonte con le prime 12.800 dosi al San Giovanni Bosco, non sembrano molte le possibilità che il farmaco possa lasciare a breve i capannoni dell’Esercito a Pratica di Mare, dove sono state recapitate 184mila fiale.

«Stoccate», come dicono dall’Unità di Crisi nazionale per l’emergenza Covid, nell’attesa di conoscere gli esiti degli accertamenti sui decessi per cui la somministrazione del vaccino è stata sospesa ieri negli Usa e in Australia con qualche giorno di anticipo. L’Ema ha dichiarato a riguardo che «al momento non è chiaro se esista un nesso causale tra la vaccinazione con il farmaco contro il Covid di J&J e i casi di coaguli nel sangue». Trombosi rare quanto quelle segnalate per AstraZeneca, il cui uso è stato limitato anche in Italia agli ultrasessantenni. Stessa posizione espressa dai produttori che hanno deciso di sospendere il lancio del farmaco in Europa «in un’ottica di trasparenza e in attesa delle valutazioni delle autorità sanitarie europee», dopo la decisione presa negli Stati Uniti. Sei, al momento, le segnalazioni di reazioni legate alla formazione di coaguli di sangue, tra cui un decesso. «Stiamo lavorando a stretto contatto con esperti medici e autorità sanitarie» sottolineano da Johnson&Johnson, poche ore dopo l’arrivo delle confezioni destinate all’Italia. L’Ema, già lo scorso venerdì, aveva avviato una revisione per valutare le segnalazioni di eventi tromboembolici in quanti avevano già ricevuto quel vaccino che, attualmente, viene utilizzato soltanto negli Stati Uniti, con un’autorizzazione d’emergenza. In Europa, invece, il farmaco era stato autorizzato già l’11 marzo, ma non ancora iniettato. «Abbiamo fatto una riunione con i nostri scienziati, con l’Agenzia italiana del farmaco – ha spiegato in serata il ministro della Salute, Roberto Speranza, confidando nella possibilità di ricorrere presto al farmaco -. Chiaramente siamo in collegamento con l’agenzia europea e valuteremo nei prossimi giorni appena Ema e gli americani ci daranno notizie più formali e definitive quale sarà la strada migliore».

Anche il Piemonte, dunque, dovrà restare con il fiato sospeso dal momento che domani non arriveranno nemmeno le 11mila dosi AstraZeneca annunciate la scorsa settimana e già dimezzate rispetto alle previsioni. «Arriveranno giovedì» dicono dalla Regione che, ieri sera, si trovava a fare i conti con l’87% dei vaccini utilizzati. Nei prossimi giorni, salvo stravolgimenti, dovranno essere ricalcolate le somministrazioni anche alla luce delle 24mila al giorno e 168mila alla settimana richieste al Piemonte dal generale Francesco Paolo Figliuolo che, oggi, comincerà la sua “missione” a Torino prima di vistare, giovedì, Moncalieri, Alba e Novara.

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