Jessica Costanzo
Politica
L’INTERVENTO

Jessica Costanzo: «Imprigionati nella burocrazia che non permette di avere ciò che spetta per legge»

La deputata torinese di “L’Alternativa c’è” ci racconta la vicenda di un libero professionista in attesa di “ristoro”

L’odissea dei bonus che vengono tanto annunciati ma non se ne vede l’ombra. Questo è il caso di un personal trainer che la deputata torinese Jessica Costanzo ha seguito personalmente, «essendo una categoria profondamente colpita dalle chiusure per Covid-19».

Ci racconta l’esponete di “L’Alternativa c’è”: «M. mi scrive il 22 marzo 2021 spiegandomi che non ha ricevuto il contributo a fondo perduto di 2mila euro, previsto dal decreto Ristori-Bis del luglio 2020, un anno prima. Credendo che ci sia stato un intoppo burocratico, facilmente risolvibile, scrivo alla direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Torino chiedendo spiegazioni».

E che cosa le hanno risposto? «Per un mese e mezzo tutto tace, finché il 3 maggio ricevo risposta. La Direzione conferma che l’istruttoria risulta in corso, nel rispetto dell’ordine cronologico delle richieste ricevute. Un mese dopo, il 9 giugno, ricevo una nuova comunicazione dalla stessa Direzione dell’Agenzia delle Entrate che annuncia l’imminente pagamento del contributo spettante, erogato: dopo (solo) un anno di distanza penso che il caso si sia risolto». Invece? «Neanche per sogno. Alla fine del mese, il 26 giugno, ricevo una mail dal ragazzo, che sconsolato mi spiega di non aver ancora ricevuto l’accredito della cifra dovuta. Altro giro, altra giostra: inoltro alla stessa Direzione provinciale una richiesta di chiarimento. L’Agenzia torinese mi risponde che il relativo pagamento (con accredito sul conto corrente) è gestito a livello centralizzato. Dunque Roma! E le due direzioni, evidentemente, non possono comunicare tra loro».

Non resta che sentire Roma? «Contatto la Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate, che ci rispedisce al mittente: la competenza per la lavorazione della pratica è in capo a Torino! L’Agenzia delle Entrate di Torino dà una nuova (non) risposta: il contribuente, sebbene ne abbia tutto il diritto e il bisogno, dovrà pazientare ancora un po’! L’attesa di un anno e mezzo evidentemente non è ancora sufficiente…».

Cosa ci insegna questa vicenda? «Trovo questa vicenda incredibilmente italiana purtroppo: nel silenzio più totale si rimane imprigionati dentro al muro di gomma della burocrazia che impedisce perfino l’erogazione dei ristori dovuti per legge! Posso solo immaginare quanti altri contribuenti si trovino nella stessa situazione del ragazzo di cui ho appena raccontato la vicenda. Chi legifera dovrebbe toccare con mano questi casi: non si sta pretendendo uno strappo alla regola, ma ciò che spetta di diritto. Basti pensare che ad oggi, di fronte all’ennesima falsa comunicazione di accredito entro agosto, ancora non gli sono stati accreditati i soldi dovuti. Una domanda sorge spontanea: nel frattempo come si campa?».

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