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Cultura
L’ANNUNCIO

Ivrea capitale del libro: «Ora subito al lavoro per essere all’altezza» [VIDEO]

La città ha battuto tutti i concorrenti

Ivrea l’ha spuntata. Dopo Chiari nel 2020 e Vibo Valentia nel 2021, la Capitale italiana del Libro 2022 sarà proprio la “città delle rosse torri”. A darne notizia ieri, al ministro della Cultura, Dario Franceschini, il presidente della giuria, Marino Sinibaldi. Per la verità la notizia era nell’aria già da qualche settimana: Ivrea infatti, candidata con 15 altre città italiane, era brillantemente arrivata alla fase finale e, nell’ambiente, il responso positivo era piuttosto atteso.

«La candidatura di Ivrea – spiega la giuria nella sua motivazione di proclamazione a Capitale del Libro – si segnala per la capacità di mettere in rete le molteplici energie del territorio, di aprirsi alla dimensione internazionale, di proporsi come luogo dove si immagina il futuro del libro e della lettura». Ivrea, cui ora spetta un contributo dal Ministero di 500mila euro, ha sbaragliato le altre città concorrenti con un progetto che si basa sul concetto di “comunità” di Olivetti. Il dossier di candidatura è partito dalla Biblioteca civica Nigra, dove è anche nata l’idea di partecipazione e tra i prossimi obiettivi c’è quello di dar vita a un nuovo hub culturale che oltre a creare nuovi spazi per la biblioteca stessa, permetterà in futuro di implementarne le funzioni.

«L’assegnazione a Ivrea del ruolo di Capitale Italiana del Libro 2022 – ha commentato a caldo il primo cittadino Stefano Sertoli – è una grande opportunità per il territorio. Faremo rete sui temi della lettura e della cultura». Soddisfatta dello straordinario risultato anche Costanza Casali, assessora alla Cultura della città di Olivetti: «Questa è una vittoria della città e del territorio – ha dichiarato – : ci abbiamo creduto tutti. Ora ci metteremo subito al lavoro per essere all’altezza». Soddisfatto anche Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro di Torino: «Ivrea ha una storia che non dovrebbe mai essere dimenticata, quella di un modello in cui sviluppo, progresso e sostenibilità coincidono all’insegna della cultura».

IL VIDEO DELLA PROCLAMAZIONE:

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