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Buonanotte

Ius murmurandi

Il diritto al mugugno non è altro che il latino “ius murmurandi”, preziosa valvola di sfogo che i tiranni più avveduti lasciano ai sudditi perché non esplodano in ribellioni più pericolose. Il mugugno (parola genovese che tutti sappiamo cosa significa) è un tratto tipico dei liguri, popolo che un radicato luogo comune vuole chiuso, avaro, incline a criticare tutto e tutti. Si narra che ai tempi dei Dogi i marinai potevano scegliere tra due tipi d’ingaggio: con o senza diritto di mugugno. Chi firmava il contratto “con mugugno” veniva pagato meno, ma poteva eseguire gli ordini criticandoli, brontolando e sacramentando. L’importante era che facesse quel che volevano i superiori. Ed è qui il punto nodale: chi concede il mugugno sa che ci guadagna. Passato il ventennio fascista, quando nei locali pubblici c’era il cartello “qui non si parla di politica” e a mugugnare rischiavi il confino (o cure a base di olio di ricino e randello) il diritto di mugugno è stato restituito agli italiani in modalità totale: brontolate quanto volete, purché ubbidiate. E dopo 75 anni siamo ancora lì. A noi sembra di esser liberi perché insultiamo a man salva i politici sui social, perché urliamo la nostra indignazione al bar, perché manifestiamo sotto i palazzi del potere, perché fischiamo, occupiamo, blocchiamo strade e ferrovie, e magari incendiamo anche qualcosa. Macché. Per il potere questi sono solo mugugni. Ce li lasciano fare, così ci sfoghiamo. Sanno che dopo sopportiamo tutto, persino le prove del golpe giudiziario contro Berlusconi. Mica siam capaci, noi pizza e mandolino, di far casino in piazza per 50 sabati di fila come i gilé gialli francesi. A noi basta il mugugno.

collino@cronacaqui.it

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