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Iren investe 3,46 miliardi su Torino fra teleriscaldamento e nuove reti

Presentato ieri a Milano il piano industriale 2021-2030 del Gruppo. Previste 7mila assunzioni

Teleriscaldamento, raccolta differenziata e potenziamento della rete elettrica per una città sempre più “green” con un investimento su Torino, da qui al 2030, di oltre 3,46 miliardi di euro, di cui 1,88 diretti sul territorio. In estrema sintesi è questo il quadro emerso dalla presentazione del maxi-piano industriale 2021-2030 di Iren che vale in totale 12,7 miliardi suddivisi in tre aree principali di intervento: “Green”, “Local” e “Quality”.

TORINO 2030
Nello specifico, l’investimento su Torino verrà così ripartito: 200 milioni verranno utilizzati per implementare la raccolta rifiuti con isole ecologiche, contenitori e flotta mezzi anche elettrici, oltre alla riqualificazione della sede di via Ravina; 610 milioni verranno spesi per estendere il teleriscaldamento nella zona nord e nord est, con interventi anche su altri impianti, come l’aerotermo nella centrale di cogenerazione di Moncalieri che permette di garantire un raffreddamento alternativo ad aria. Circa 350 milioni andranno invece alla raccolta rifiuti, tra operazioni di ammodernamento e revamping dei termovalorizzatori, manutenzione straordinaria di altri impianti tra cui quello di selezione plastica di Borgaro. Circa 110 milioni riguarderanno l’efficienza energetica con interventi riqualificazione degli edifici nel Comune di Torino. Trenta milioni saranno destinati agli impianti idroelettrici (consolidamento partecipazioni esistenti e investimento sugli impianti). Circa 585 milioni infine serviranno per intervenire sulle reti di distribuzione dell’energia elettrica: smart meters, cabine primarie, rinnovo reti e manutenzione cabine secondarie. Agli investimenti diretti si aggiungono quelli del Gruppo (Ict, Mercato, Efficienza energetica) per circa 1,58 miliardi di euro«Svilupperemo tutta l’area nord-est della città spostando i consumi dal gas sempre più caro all’elettrico per ridurre le spese delle famiglie – spiega il presidente di Iren, Renato Boero -, lavoreremo sull’efficientamento energetico degli edifici sfruttando i fondi del Pnrr e sulle infrastrutture elettriche, prevedendo sempre più colonnine di ricarica per le auto».

PIANO INDUSTRIALE GREEN
Il piano industriale prevede 12,7 miliardi investiti in 10 anni con un margine operativo lordo di 1,8 miliardi che segna un aumento di 870 milioni rispetto al 2020. Gli investimenti sostenibili ammonteranno a 8,7 miliardi, pari all’80% degli investimenti organici del piano, con una riduzione delle emissioni da 330 co2/kwh a 175 co2/kwh, e uno sviluppo della differenziata al 65%. Previsto un utile netto del Gruppo pari a circa 500 milioni di euro al 2030 (+270 milioni rispetto al 2020) per un piano di assunzioni di ben 7mila lavoratori. «L’impianto strategico del nuovo piano industriale poggia le proprie basi su tre pilastri: transizione ecologica, la qualità del servizio e la territorialità – ha spiegato ieri a Milano, Gianni Vittorio Armani, amministratore delegato di Iren -, e grazie a 12,7 miliardi di investimenti, il Gruppo Iren sarà in grado di raddoppiare il proprio business. Nonostante la decisa accelerazione sul fronte degli investimenti, manterremo un’equilibrata struttura finanziaria che ci permetterà di offrire un’appetibile politica dei dividendi grazie alla robusta generazione di cassa».

AZIENDA IN CRESCITA
Iren chiude i primi nove mesi dell’anno con un utile netto pari a 242 milioni di euro, in crescita del 57,6% rispetto al 2020. I ricavi si attestano a 3,1 miliardi, in aumento del 18,1% rispetto ai nove mesi del 2020. Il margine operativo lordo è pari a 733 milioni di euro (+12,3%). Gli investimenti tecnici lordi realizzati nel periodo ammontano a 466 milioni di euro, in crescita (+12,5%) rispetto ai 414 milioni di euro del 2020.

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