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STUPINIGI SONIC PARK

Irama: «Pubblico super caldo, sono pronto a farlo divertire»

Idolatrato dalle sue giovani fan, è il personaggio del momento e questa lunga estate calda gioca a suo favore. Irama – pseudonimo di Filippo Maria Fanti -, cantautore e compositore toscano, è giovanissimo ma è già al quinto album della sua carriera e domani approderà con il suo tour estivo sul palco del Sonic Park di Stupinigi. Quest’anno è arrivato quarto al Festival di Sanremo con “Ovunque Sarai”, disco di platino e secondo brano più ascoltato al mondo su Spotify, e da allora la sua notorietà si è amplificata. Se il talent di Maria De Filippi nel 2018 ha consacrato il suo successo, oggi per lui la strada verso le stelle sembra essere tutta in discesa.

Domani sarai al Sonic Park di Stupinigi e i tuoi fan sanno già che assisteranno a un concerto strepitoso. La scaletta è lunghissima e “pesca” tra i successi del tuo ormai ampio repertorio. Come li scegli?
«Il concerto dura un’ora e mezza circa ed è quasi tutto cantato. Non amo molto parlare, prediligo la dimensione live. E pur essendo ancora molto giovane, ho molto materiale tra cui scegliere: solitamente do la precedenza alle canzoni che hanno scritto il mio percorso, ma in questo tour lascio molto spazio all’ultimo album “Il giorno in cui ho smesso di pensare”. È divertente e voglio raccontarlo».

Al Sonic Park canterai anche il nuovo singolo appena uscito – “PamPamPamPamPamPamPamPam” – un brano del tutto nuovo…
«È una canzone dal ritmo divertente, sul genere Dembow tipicamente giamaicano. Ho voluto mischiarlo con altre sonorità per creare qualcosa di più leggero, che faccia ballare».

I tuoi fan ti amano fondamentalmente per la sensibilità che metti nei tuoi testi. C’è qualcuno a cui ti ispiri?
«Il fatto di aver ascoltato da sempre i grandi del cantautorato italiano – in particolare Guccini è De André – sicuramente mi ha influenzato, anche se poi i miei brani sono molto diversi. La world music inoltre, ha fatto la sua parte, ma le mie canzoni in realtà nascono da un momento, da un sentimento».

E sei amato anche per il tuo look che proprio quest’anno però ha subito un cambiamento: perché questa svolta?
«Mi è sempre piaciuto cambiare: il cambiamento fa parte del personaggio e della persona. Mi diverte».

Il covid ha fermato tutto per due anni, il mondo della musica in particolare. Il 25 febbraio è uscito il tuo nuovo album, certificato disco d’oro: riflette in qualche modo questo periodo “folle” che tutti noi abbiamo vissuto?
«In realtà no. Il disco non riflette questo periodo, ma racconta storie differenti».

Infine una domanda più mirata, visto che domani canterai a Torino. Conosci la nostra città?
«Non conosco bene Torino, anche solo per il fatto che non ci sono nato. Però qui ho conosciuto molti artisti, anche anni addietro, e ci torno sempre volentieri. Il pubblico è sempre “super caldo”».

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